13 gennaio 2013

Adozione gay: giusta o sbagliata?

Adozione gay: giusta o sbagliata?

Si parla molto dell’argomento coppie omosessuali e adozioni di bambini, anche a causa di una sentenza di cassazione che sancisce che i bambini possono crescere bene anche in coppie gay.

Voglio esprimere la mia opinione, dopo aver fatto alcune premesse:

Non ho nulla di personale contro chi ha un orientamento sessuale diverso dal mio: la stessa parola gay, omosessuale, lesbica o altro è una categorizzazione che non condivido; la vita è fatta di scelte, giuste o sbagliate, coerenti o meno.
Disapprovo per incoerenza molto più chi è sposato e fa scambismo, o va a prostitute, o si fa le corna, o fa le porcate (dove per porcate non intendo il sacrosanto rapporto sessuale) con la propria moglie.
Disapprovo chi, tra i miei contatti, fa il countdown per la festa di Sant’Agata perché si ritiene devoto e poi nel link dopo condivide il sedere di una bella donna.
Ho avuto il dono di far visita agli orfanotrofi e penso che tutto sia meglio di un orfanotrofio, compreso crescere tra due persone che sono dello stesso sesso, purché ti vogliano bene.

Fatte queste doverose premesse, mi chiedo se una coppia di due papà o di due mamme siano moralmente giuste per il bambino.

Io credo che tutti noi per istinto nasciamo col bisogno di un padre e una madre, da cui traiamo ispirazione. Molto spesso, per motivi familiari, si rimane senza queste figure: la morte, la separazione, il carcere; e i traumi psicologici i bambini se li portano, spesso malcelati, fino all’età adulta, e rimangono per sempre.

Crescere tra due papà o due mamme sicuramente fa mancare al bambino la figura dell’altro sesso (ma se l’alternativa è la casa famiglia o l’orfanotrofio, direi che non è il pargolo ad avere scelta).

Le scelte sessuali dei “genitori” sono affari della loro coscienza, e chi sceglie se affidare un bambino o meno dovrebbe farlo solo scegliendo il suo bene.

Troppo spesso, invece, c’è troppa burocrazia e si tolgono i bambini con troppa facilità, mentre per dargli una famiglia, invece, si deve fare una trafila di carte e di magna magna che non finisce mai.

Forse il mio parere vi scandalizzerà, ma sono fermamente convinto che una coppia formata da papà e mamma sia sublime e mai paragonabile con nessun’altra variazione; sono però altrettanto convinto che, davanti all’alternativa traumatica della casa famiglia o dell’orfanotrofio, l’ambiente familiare sia sempre preferibile.

Senza contare che, anche dopo che i bambini vengono affidati, vengono sempre seguiti, e quindi si può valutare sempre se sono seguiti nel modo corretto.

Questa è la mia versione personale: non sono uno psicologo né un santo, sono una persona che vive nel mondo e con i piedi a terra, cercando di fare sempre del mio meglio, ma senza ostentare un’ipocrita santità.

L’argomento è molto delicato: è giusto che se ne discuta, senza pregiudizio, senza falsità o perbenismo, ma nemmeno sparando contro la cassazione solo per ostentare una libertà di pensiero, senza un minimo di riflessione nel bene e nel male.

Spesso facciamo la guerra tra opinioni, tra schieramenti, tra religioni, e dimentichiamo l’unico vero bene: la salute fisica e morale del bambino.

Pace e bene.

Gaetano.

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