30 novembre 2009

Aiuto

Aiuto

Signore Dio, che ho sempre chiamato Padre, dove sei? Perché ti sei dimenticato di me? Eravamo amici e sentivo la via soprannaturale del tuo amore; ora mi sento come in un inverno arido a calpestare foglie secche. Signore Dio, camminavamo insieme per le vie della vita, e con te ogni difficoltà mi sembrava nulla; ora non riesco più a trovarti, fa freddo e io sono solo. Era tutto un’illusione? C’è chi dice che ti diverti a osservarci come una specie di Grande Fratello: è così? Io non ci ho mai creduto, ma non ti trovo più, Signore.

Non ho la forza di alzarmi e provo a sbrogliare la mia matassa, ma ogni volta la ingarbuglio ancor di più. Padre, Padre, perché mi hai abbandonato? Perché hai permesso che io dubitassi di te? Tu conosci le mie debolezze: perché mi metti a questa dura prova sapendo che sarei caduto? E cado, e cado. La colpa è mia, non sono abbastanza uomo né abbastanza figlio. Ho forse inseguito un sogno che tu non vuoi che io realizzi? Perché allora questo sogno? Aiutami a disfarmene.

Solo un anno fa pensavo che tu stavi ascoltando le mie preghiere; solo un anno fa pensavo che forse avrei acquistato la dignità; solo un anno fa sopportavo tutto meglio, adesso è peggio, e sempre peggio. Ho fatto tanti sbagli, ma non riesco più a trovarti. Forse ho passato momenti peggiori di questo, ma con te vicino mi sentivo bene; adesso non riesco a sentirti vicino, e ogni formica mi sembra un gigantesco masso.

Gli infelici valutano costantemente gli altri, criticano continuamente il loro comportamento e spesso su di loro sfogano il proprio personale malessere o fallimento, e io sono così. Forse non ho le palle per affrontare questa vita, o forse non ci ho capito ancora nulla. Desidero che tu, Padre, mi spieghi, ma non lo chiedo con arroganza, né con sfida, ma con vivo desiderio, di un uomo che si sta arrendendo e lancia un ultimo grido: “Aiuto”. Ma tu dove sei? Dove sono i tuoi rappresentanti e tutti coloro che scrivono belle frasi nel tuo nome? Dove sono stato io quando facevo e dicevo le stesse cose?

Non permettermi di dubitare, Signore: se cadessi così in basso sarei già clinicamente morto. Uccidimi se vuoi, mandami mille anni in purgatorio, ma non permettermi di dubitare di te, della tua bontà, del tuo amore, della tua onnipotenza. Signore, abbi pietà di me. Forse sto straparlando, forse sono davvero pazzo e cieco. Aiutami veramente, aiutami, Signore, aiutami; non permettermi più di cadere nell’abisso, salvami: io da solo non ci riesco, e l’abisso chiama abisso sempre maggiore. Signore, Signore, grido a te il mio aiuto, in un mondo indifferente, di ciechi, di sordi, di muti. Signore, solo tu puoi salvarmi, solo tu puoi capirmi. È troppo tardi per chiedere la salvezza? Signore, non permettere che io agisca irrimediabilmente, donami il tuo aiuto…

Ti amo ancora…

Preghiere Riflessioni