22 febbraio 2009
Angoscioso Getsemani…
Ti osservo, Signore, mentre preghi, affannato nel Getsemani; ti osservo mentre sudi di angoscia e dolore. Cosa stai pensando? Cosa ti fa star male? Il sangue, quel sangue che gocciola dalla tua fronte, il tremore delle tue carni e delle tue membra… Il dolore, cosa ti fa soffrire, Gesù? La sofferenza del tradimento? L’angoscia di aver salvato tanti uomini che tra poco ti considereranno come inutile e reietto? Cosa ti fa soffrire? Cosa ti turba? Cosa ti sibilla nell’orecchio il nemico? Ti fa sembrare inutile il tuo sacrificio? Migliaia di anime che non ti accoglieranno, ti odieranno, ti bestemmieranno; anche tra i tuoi figli ci sarà chi non capirà le tue parole, chi le userà contro di te.
Mio dolce Gesù, ti vedo lamentare, ansimi “Abbà”, chiami il papà; mio Gesù, sei come un bambino che chiama la mamma, mentre soffri. Sì, Dio è padre e madre: dove si può trovare conforto se non nelle sue braccia? A volte la vita ti fa trovare di fronte la croce, e l’unica possibilità è mettertela in spalla e portarla, e allora non resta che dire “sia fatta la tua volontà”, di cuore.
Mio Gesù, cos’hai? Perché piangi? Vorrei consolarti, ma sono io la causa delle tue amarezze; vorrei starti vicino, ma ho mille cose da fare, e tu piangi, da solo, sanguini il tuo prezioso sangue, sangue divino, mio Dio, mia salvezza. Soffrire così per me… il tuo Getsemani, chi lo capirà mai? Per il mondo sei la causa di ogni guaio, il motivo di ogni guerra, il rompiscatole, il bestemmiatore, lo scandalo, il dolore; sei ladro e malfattore, sei menzognero e omicida. Il mondo aspetta di mangiare della tua carne per farne brandelli, per vederla desolata; il mondo indemoniato vuol vederti morto, ma tu sei vita, mio Gesù, tu salvi. A quale prezzo?
Ti vedo inginocchiato, con gli occhi gonfi, ma più che altro hai il cuore gonfio, di amarezze, di peccati; senti già i flagelli e le bestemmie che feriscono la tua purissima anima, senti già i chiodi e la corona di spine, tu che con quelle mani avevi guarito e benedetto, tu che con quei piedi hai girato il tuo mondo per annunziare l’amore. Ecco, ti bloccano i piedi e ti dicono “sta’ fermo tu, perché il mondo è odio”.
Cosa soffri, Gesù? Chi conoscerà mai i tuoi intimi pensieri, e tutte le tue parole? La sofferenza dei giusti e di tutti i martiri di ogni tempo, le lacrime dei bambini orfani e di quelli non nati, delle persone disabili, delle violenze di ogni tempo, dei malati, pesano su di te, Gesù; ma chi può portarne il peso? Ti sei sposato col dolore, Gesù, e questo per amore. Quante spine contengono le rose degli elogi, degli osanna della domenica delle palme? Quanti sono i “crucifige”?
Mio Dio, in questo momento curvo come un uomo, vecchio di dolore, senti l’amarezza del dolore, mio Dio, piangi; tu che sei gioia, piangi. E io? Io dormo felice e beato tra i miei beni, io… Gesù, mio Dio, la sofferenza ti distrugge, l’amore ti consuma: cosa ti consolerà? Io ti contemplo, mio Dio, e ti adoro, nella miseria del mio peccato, dal fondo degli inferi, nella tomba del mio dolore; io ti contemplo, Gesù, nell’ombra della morte dalla quale mi hai salvato, immerso nel tuo sangue nel quale mi hai redento, prezioso e doloroso, Re di misericordia. Sostienimi. Sia fatta la tua volontà. Oh Dio, a volte è doloroso, ma è sempre per il bene; ti contemplo, Dio, e imparo che è così.
Alzati, Gesù! Tu lo hai detto tante volte: “Giovinetta, dico a te! Alzati!”. Alzati, Gesù, schiaccia la testa al serpente, fallo per me, fallo per tutti, tu puoi farlo. Anche io avrò da affrontare il mio Getsemani, e guarderò il tuo, saprò che tu lo hai affrontato, con me, per me; non vivrò mai la sofferenza di un’esistenza vana, perché tu l’hai vissuta con me. Alzati, Gesù, ti prego.
Io… io povero peccatore, cercherò di non scappare, attingerò dal tuo coraggio, guarderò fieramente il nemico, perché tu mi tieni la mano sulla spalla e mi dici “figliolo, io sono con te”. Alzati, Gesù, vieni fuori dall’ombra: ti aspetta la resurrezione, e ti prego, portami con te. Me pusillanime, me codardo e vile, me peccatore, io, proprio io, che a volte ho fatto ribrezzo ai demoni per i miei peccati, io oso chiederti di portarmi con te, per la tua misericordia, per il tuo amore.
Portami con te. Conosco già la strada: si passerà tra vari processi, e poi la flagellazione, e poi la croce. Conosco già la strada, ma senza di te sarei perduto: chi mi guiderà alla resurrezione? Molti i crocifissi, ma nessuno, a parte te, è risorto; tutti gli altri “grandi” del mondo sono tutti marciti, in te c’è la vita eterna. Quindi portami con te, tienimi stretto quando, davanti ai lupi, avrò voglia di scappare, quando griderò sentendo i loro denti affondare nella mia carne; consolami e confortami, dimmi che sei con me. Non permettere che ti tradisca o ti rinneghi, nemmeno col pensiero, nemmeno col più piccolo rimorso.
Alziamoci, Gesù, accompagnami: il mondo attende te, io attendo te, ma tu attendi me, che prenda la mia croce e ti segua. Eccomi, Gesù, sia fatta la tua volontà, poiché sono il tuo servo; si compia in me la tua parola. Solo ti chiedo: non lasciarmi mai…