12 febbraio 2009

Ave Maria…

Ave Maria…

Ave Maria. Quando dici “ave”, ricordati che saluti la madre del tuo Signore: il rispetto è per colui che lei porta, ma anche per il suo sì, per la sua fede, per il suo esempio. Di’ “Ave Maria” allegro, perché l’annuncio dell’angelo fu un annuncio di gioia, è la gioia di aver sconfitto il peccato.

Piena di grazia. Ricorda che si è ricolmata fino all’orlo della grazia di Dio, fin dal concepimento; è disposta a offrirtela, questa grazia, ad aiutarti a comprenderla, a farla fruttificare…

Il Signore è con te. Lo è sempre stato: è cresciuto nel suo grembo e non si è più allontanato da lei. Quando ti avvicini a lei, trovi certamente anche lui; chiedile di portartelo, di fartelo conoscere, di presentartelo, chiedile di parlargli di te, dei tuoi bisogni. Là dove trovi la madre, nel suo grembo c’è anche il figlio.

Tu sei benedetta tra le donne. Ricorda che questa benedizione è nata nella sofferenza, nel peccato, nel dolore: è il battesimo di sangue che ha reso Maria benedetta, colei che ha creduto all’annuncio dell’angelo e gli ha detto sì, ha accettato tutto, compresa la spada che le ha trafitto l’anima. Ecco la sua benedizione: sarà così anche per te, se accetti la volontà di Dio…

E benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Egli è certamente il benedetto, in quanto Dio; ma anche lui non è stato esente, anzi, volontariamente ha accettato la sofferenza, e quanta! La croce è stata protagonista nella sua vita: questa la sua missione da Messia, questa la sua benedizione…

Santa Maria. Cosa rende santi? Fare la volontà di Dio, esserne figli, amare. Ecco cosa ha reso santa Maria: credere, amare, fidarsi…

Madre di Dio. Dio ha così amato la famiglia che ha voluto avere una madre, per poi donarcela. Maria è madre di Dio e madre nostra; e se Dio, dopo aver vissuto trent’anni sottomesso a lei, l’ha donata a noi, perché rifiutarla? Accettiamo questa madre, amiamola, e chiediamole consigli e coccole per le nostre vite, per le nostre anime.

Prega per noi peccatori. Siamo peccatori, ma figli suoi. Ella prega: è il maggior compito di un genitore, pregare, dare il buon esempio, amare. Ella prega incessantemente; tutto il cielo prega, ma anche se pregasse solo lei già basterebbe per tutti. La preghiera di una madre, la sua benedizione, è l’amore che scende come pioggia sui figli. Non dimentichiamoci della sua preghiera.

Adesso. Ella prega sempre “adesso”, ogni volta che tu pensi; ella prega “adesso”, non prima né poi, ma adesso. Ella prega adesso, non come noi che diciamo “dopo” o “domani” o “poco fa”: ella dice “adesso”, adesso prega.

E nell’ora della nostra morte. Ella non ci lascia soli, mai; nel momento in cui siamo “soli” davanti a Dio, ella c’è, ne abbiamo la certezza. Quell’“adesso” vale anche nella nostra morte; non dimentichiamoci, quindi, di confidare in lei in quel momento, per noi, per i nostri cari e per tutti i moribondi.

Amen. Diciamo “sì” a questo, diamo il nostro consenso a Dio, diamo il nostro “fiat”… Eccoci, servi del Signore: si compia la sua parola su di noi.

Maria Meditazioni