15 gennaio 2012
Bianco giglio — poesia di un bimbo mai nato (prima parte)
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Per leggere la coroncina riparatrice contro il delitto dell’aborto clicca qui.
Prima di lasciarvi a questa poesia bellissima e commovente, voglio fare una piccola considerazione personale. Non è un giudizio verso quelle mamme che praticano l’aborto: molto, anzi troppo spesso vengono lasciate sole, principalmente da chi invece si riempie la bocca di parole a difesa della famiglia. Le famiglie di oggi non vengono aiutate, e vengono abbandonate alla loro disperazione, che a volte può spingere a gravi peccati. Ciò non giustifica minimamente questo peccato, ma anzi ci deve far sentire tutti responsabili: perché se una donna arriva al punto di preferire di uccidere suo figlio piuttosto che tenerlo, siamo tutti responsabili, siamo una società perdente, siamo una società sconfitta. E lo siamo principalmente noi che siamo a difesa della vita, che evidentemente, a parte queste parole, non sappiamo fare nient’altro. Preghiamo dunque, e impegniamoci ad aiutare concretamente queste persone, senza giudicarle, ma aiutandole concretamente, operosamente. Vi lascio alla poesia.
Da pochi giorni mi son formato, in questa culla mi son abituato, è calda, è una casetta tutta mia, me l’ha fatta l’amore di mamma mia! Oh! La mamma mia sento parlare, ascolto, mi sforzo, vorrei gridare, voglio che mi senta: ci sono anch’io! Ma perché piange? Forse è sconvolta? Mamma, non piangere, devi gioire! Una vita nuova vai ad offrire! Alla fine vedrai quanto son bello! A tutti mostrerai il tuo bimbello! Ma la mamma mia non è tranquilla, nella mente un allarme squilla! Dal dottore ho potuto udire: “Signora, se non vuole può abortire!” Tremenda è la parola aborto! Pensa, tuo figlio sarà fatto in otto! Non riesco a capire cosa ti ho fatto! Io sto qui in silenzio, quatto quatto. Non farlo! Voglio vedere il mondo! Vorrei fare anch’io il girotondo! Non devi recarti su quel lettino, così togli la vita al tuo bambino. Sorda la mamma fa il finto tonto, va nella stanza, è tutto pronto! Per me è arrivata la condanna! Non avrò mai le braccia per fare la nanna! Povera donna, cos’hai combinato? La coscienza non hai liberato! L’hai appesantita con l’omicidio. Io ti perdono, ti giudichi Iddio. Addio mamma dal viso stravolto! Io non ho colpa se non hai accolto! Nella tua mente io sempre resterò! Un angioletto del ciel diventerò. (Ester Bianchi)
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