19 maggio 2008

Cara Madre

Cara Madre

Cara madre,

in questo mese di maggio non sono stato affatto buono — non lo sono mai, in verità — e a ogni azione decente che faccio ne ricambio cento indecenti; tuttavia, noto come sempre che tu mi stai al fianco e mi sollevi nei momenti di avversità. Noto, quando mi guardi, che vedi nei miei occhi gli occhi del tuo figliuolo Gesù. In verità, mi insegnano i pastori che tu vedi in ciascuno dei tuoi figli tuo figlio Gesù, e questo è quello che dovremmo fare tutti noi cristiani: vedere Gesù in ognuno dei nostri fratelli e sorelle. Ma, a dire la verità, lo fanno in pochi.

Cara madre, in questi giorni ho offeso tanto Gesù, rinnovando cruentamente la sua passione; tuttavia l’immagine che ho di lui è sempre quella del buon padre che aspetta con ansia il caro figliol prodigo, del pastore che con ansia cerca le sue pecorelle. A volte, madre, guardo al cielo e ti confido che penso “perché tanto amore? Cosa ho fatto per meritarlo?”, e la dolce risposta che Dio mi dà è sempre uguale: “Figlio mio, tu non hai fatto nulla per meritarlo. Io sono un padre buono, do per grazia, perché amo, e solo amore chiedo a te”.

Ogni giorno, cara dolce madre, mi alzo con mille propositi, alcuni materiali, altri spirituali; purtroppo è già tanto se ne realizzo il 3%. Tuttavia la sera mi addormento pensando al buon Gesù, e mi sento accolto come se fossi il migliore dei suoi figli. E, chiudendo gli occhi, continuo a pensare: “Oh mio buon Gesù, perché mi tratti così? Non sono altro che un ritrovo di porci, coi miei peccati non ho fatto altro che aumentare le tue ferite, e con i miei tradimenti ti ho trafitto il cuore”. Ma tu, misericordioso, mi dici: “Che posso farci se io ti amo? Sono un Dio folle di amore per le mie creature, e solo un pizzico di amore chiedo a voi”.

Cara madre, io non sono mai stato in paradiso; in terra molti uomini si azzardano a descriverlo, alcuni addirittura ci sono stati, tutti però sono concordi nel dire che il paradiso non si può raccontare, e che tutte le parole al mondo non bastano per descriverlo. Tu stessa dici a Medjugorje che “se sapeste cos’è il paradiso, desiderereste morire all’istante”. Tuttavia l’amore di Dio lo si può sperimentare anche in terra, e Dio non manca mai di star vicino alle sue creature predilette, gli uomini. E io vorrei ringraziarlo davvero di questa vicinanza, sicuramente immeritata.

E approfittarne, in questo piccolo dialogo con te, per chiedergli perdono per tutti i miei peccati, contro di lui e contro il prossimo. Soprattutto vorrei chiedere a Dio scusa, perché non so perdonare chi mi fa del male, non ascoltando così il suo comandamento d’amore: “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”. Chiedo perdono al Signore, perché dovrei prendere esempio dalla sua misericordia, essere umile e perdonare, così come vorrei essere perdonato da lui nei miei sbagli. E tu, che sei la Madre della Misericordia incarnata, ti prego, aiutami in questo.

Cara madre, anche stasera sta per finire; un’altra giornata che mi allontanava da te se ne è andata, un’altra giornata in cui ho avuto l’occasione (sprecata) di fare del bene e di crescere nella via della santità se ne è andata. Amore di una madre dolce, tesoro di salvezza, ti ringrazio per avermi ascoltato come se al mondo esistessi solo io. Ti ringrazio, tesoro di una mamma, perché sei così umile che il gran cuore d’oro che il Signore ti ha donato tu lo doni agli altri. Grazie madre. Ti voglio bene e dai un grande, grandissimo bacio a Gesù da parte mia.

Con affetto,

Gaetano.

Preghiere Riflessioni