20 ottobre 2019

Che ansia quest'ansia!!

Ansia, ansia, ansia!

Ma che stress, questa ansia!

No, non parlo della notte prima degli esami o della mezz’ora prima del primo appuntamento con la persona che ti piace: lì è normale!

Parlo di quell’ansia perenne che ti blocca i movimenti, della costante proiezione in un futuro che ancora non esiste, quella proiezione che ti fa perdere l’attimo fuggente, che ti fa cadere in depressione, che ti mette ansia!

Molti ne sono affetti e il sottoscritto non è esente, e ammetto che sono giunto al punto di dirmi: “Hey, così non può andare, rendi la vita impossibile a chi hai vicino, e tu? Tu stirerai i paletti molto presto, ragazzo mio”.

Ovviamente non vi dirò in questo post come risolvere i casi più gravi: esistono gli specialisti (non sottovalutateli). Io posso dirvi come sto cercando di spegnere l’inferno di pensieri, voci, sospiri che, oltre a farmi male, fanno male a chi sta intorno a me.

Non è la soluzione definitiva, è un percorso che sto facendo e che voglio condividere oggi con voi.

1. Non tocco il cellulare appena sveglio.

Sì, vi sembrerà strano, ma staccata la sveglia lo metto sotto carica senza toccarlo per una buona mezz’ora. Dedico quella mezz’ora a ringraziare, a meditare, a focalizzarmi su un dettaglio, a esercitare la concentrazione senza disperdermi in dettagli inutili.

2. Non mi perdo in inutili polemiche.

Ammettiamolo, i social non aiutano: Facebook è diventata una gabbia di wrestling dove ormai si fa polemica per qualsiasi cosa. Anche quando si dice che il cielo è azzurro, si litiga, si offende, si combatte con le unghie e con i denti per far riconoscere a tutti i costi la nostra ragione. E poi?

Iniziamo allora a lasciar correre.

È davvero importante dimostrare di avere ragione su quanto è bello un film, in una pagina di cinema, con degli sconosciuti? E attaccare ogni post o commento su pagine e profili, ha un senso?

“Non permettere a niente e a nessuno di toglierti la pace.”

3. Pensare solo al presente.

E lo diceva anche Gesù: “A ogni giorno basta la sua croce”. Cosa accadrà domani? Non siamo nemmeno sicuri che ci sia un domani per noi. E ieri? Che importa? Non puoi cambiarlo.

Focalizza la tua mente sullo scalino che devi salire ora, non su quelli che hai salito o che pensi di salire. Oggigiorno ci preoccupiamo tantissimo del domani, ci facciamo film mentali su questa cosa o su quell’altra: serve davvero? Serve davvero vivere nel passato, rimuginare i ricordi?

Dio ha rivelato il suo nome — “Io sono” — lui è nel presente, non ha detto di chiamarsi “Io sarò” o “Io ero”, ma “Io sono”. Non si trova Dio nelle malinconie passate o nelle ansie future: si trova nel presente. Con Dio, la felicità.

Lo so, sono solo tre i consigli; se ne potrebbero scrivere altri, ma intanto si potrebbe partire con questi. Del resto non sono affatto facili da applicare, perché vanno a intaccare le nostre abitudini, e scardinarle non è mai semplice.

Provateci, se volete, e fatemi sapere; ovviamente, se avete altri consigli, scriveteli nei commenti.

Riflessioni