23 febbraio 2014

Che cosa è la perfezione? Esiste?

Che cosa è la perfezione? Esiste?

Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt 5, 48)

Noi amiamo spesso dire che la perfezione non esiste, usiamo spesso frasi del tipo “nessuno è perfetto”, oppure “l’uomo non è perfetto ma perfettibile”, o ancora “io sono un peccatore ma attorno a me santi non ne vedo”, eccetera.

Se è così, perché Gesù, nel passo evangelico che ho usato come introduzione, ci chiede — anzi ci comanda — di esserlo? Ci chiede cose impossibili?

Questo passo è preceduto da celeberrimi ammonimenti di Gesù:

Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

Cosa è dunque la perfezione?

Noi usiamo spesso questa parola, tuttavia il senso ci sfugge: possiamo definire, per esempio, cosa è un corpo perfetto? Un lavoro perfetto? Una chiesa perfetta? Una famiglia perfetta? Come si definisce la perfezione? È qualcosa di relativo? Di assoluto?

In ambito religioso siamo spesso abituati a dare un nome alla “perfezione”, e questo nome si chiama “santità”: difatti Dio è il “tre volte santo”, ovvero colui che è perfetto nella perfezione (tre è il numero perfetto).

Qual è la definizione che possiamo dare a un santo? Nel Levitico (cap. 17) si trova uno splendido comandamento che poi viene ripreso da Gesù: “Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; […] non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”.

La perfezione consiste nell’amore: tutto il mondo si muove nell’amore e per amore. Il punto è che ci sono vari tipi di amore, alcuni perversi, alcuni egoistici — amore verso le cose (denaro, potere, male), amore verso se stessi, amore verso una causa. Tutto si muove per amore (o per una forma perversa di esso), ma non tutto ciò che è amore porta al bene (per esempio il troppo amore per il denaro non porta quasi mai a cose buone).

Come si fa a capire se un amore è buono? Possiamo sempre seguire il consiglio di Gesù — “Dai frutti riconoscerete l’albero” — ma soprattutto considerare sempre che Dio non ci ha creati come esseri solitari, bensì come membri di una comunione (o comunità); egli stesso non è un Dio solitario ma un Dio in tre persone che comunicano tra loro.

Fateci caso: prendete la Bibbia e leggetene le prime pagine, il racconto della creazione. Dio si mette a creare tutte le cose e, di ogni cosa creata, conclude dicendo “e vide che era cosa buona”; poi creò l’uomo (a sua immagine e somiglianza) e vide che era cosa “molto buona”, ma improvvisamente si accorse che qualcosa non andava:

Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile.

La solitudine non è una cosa buona. E qui non si parla di solitudine in senso assoluto: l’uomo aveva molta compagnia — gli animali, la natura, Dio stesso — ma della solitudine di una mancata comunione, quella che avrebbe superato dopo la creazione della donna. Donna creata da Dio in maniera simile (nella dignità) ma non uguale (in senso fisico) all’uomo.

Cosa è dunque la perfezione?

In questi tempi sociali amiamo condividere su Facebook o su Instagram foto di bellissimi paesaggi, molti dei quali da noi definiti “paesaggi perfetti”. Cosa li rende tali? L’assoluta armonia delle cose. Il mix tra i diversi colori, i diversi materiali, l’insieme di queste cose rende un paesaggio perfetto: cielo e mare, rocce, erba, sole, pioggia rendono un paesaggio perfetto.

Anche un corpo perfetto non lo si può definire solo perché c’è un bel seno o belle spalle o un bel paio di occhi, ma quando una persona è armoniosa in tutte le sue caratteristiche (e badate bene: armoniosa non significa per forza magra, o comunque entro certe misure). Un lavoro perfetto? Un marito o una moglie perfetta? Sono sicuro che ognuno di noi avrà diverse caratteristiche da elencare per definire la propria visione di perfezione, ma sono sempre tante caratteristiche unite insieme che rendono perfette le cose.

La nostra perfezione, quindi, sta nell’essere santi, che sta nel non covare rancore, nell’amare Dio e il prossimo in tutte le sue forme, così come descritto dal Signore.

Facile, no? Affatto! È difficilissimo.

Per quello abbiamo bisogno di sacrificio, di perdono, di preghiera, ma anche della consapevolezza che il nostro obiettivo è assolutamente raggiungibile (non facile, ma nemmeno impossibile), che il Signore non ci chiede qualcosa di irrealizzabile: c’è riuscita sua madre, ci sono riusciti i santi… volendo, ci potremmo riuscire anche noi.

In fondo, quello che ci chiede Gesù è una cosa talmente semplice che i bambini lo fanno in maniera del tutto naturale, senza sforzarsi: “Amate, comunicate e condividete questo amore, con ogni cosa, creatura, persona, e soprattutto in Dio, con Dio e per Dio”. Semplice, no?

Vi ricordo (sempre in tema di comunione e condivisione) che siamo anche una pagina su Facebook — L’amore di Gesù e Maria trionfa sempre — e un gruppo, sempre su Facebook: L’amore di Gesù e Maria trionfa sempre - il gruppo.

Vi aspettiamo, anche per discutere riguardo alla perfezione.

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