5 aprile 2008
“Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. (Matteo 18, 5)
Molte volte mi sono trovato a riflettere su questa frase, semplice ma densa di significati, pronunziata da Gesù. L’interpretazione generale che mi è sempre stata riferita è quella che se ne ricava dal Vangelo: i bimbi si avvicinavano a Gesù, ma giocavano e gridavano, così i discepoli li allontanano, ma Gesù dice proprio “lasciate che i bambini vengano a me… Di essi è il regno dei cieli”. Nell’immediato contesto, sicuramente, la frase ha un significato molto ampio: non vergognarsi della semplicità e dell’ingenuità dei bambini, anzi esaltarla, perché essa è il valore che Dio vuole per portarci in cielo. E di non impedire ai bimbi di venire a Messa solo perché gridano o piangono e tutti si girano a guardarli. Invece Gesù ci dice “lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite”: guai, insomma, ai bambini che crescono senza Dio, a cui impediamo di conoscerlo… guai a noi, insomma.
Tuttavia mi sono fermato a leggere questa frase, che bloccava il mio sguardo come uno stop, e pensavo se, come la maggior parte delle frasi di Gesù, non avesse un significato più profondo. Così pensai: “come si può rifiutare un bambino?”. Non me lo spiegavo… la risposta è stata fulminante: certo che si può, e a parte i modi sopra detti, molti, troppi rifiutano i bimbi, non li vogliono, o pensano di strumentalizzarli volendoli al momento “giusto”. E se arrivano al momento sbagliato, li rispediscono al mittente.
Parlare di questo discorso nella società moderna comporta sempre il rischio di farsi gridare dietro le parole “bacchettone e moralista”; molti diranno “ma come faccio a crescere un bambino se non so dove sbattere la testa?”. Mi ha, a tal proposito, colpito che nella frase Gesù specifichi “nel mio nome”, insomma come se dicesse “fatelo per me”, o “fatelo perché mi farebbe piacere”, o meglio ancora “fatelo fidandovi di me, che vi aiuterò”.
Poi dice “accoglie me”. Penso che la frase, ora, raggiunga una serietà estrema. Non più il bimbo, ma lui! Mi viene da pensare a Maria Santissima, che lo ha accolto. E ha accolto proprio lui… E pensavo a cosa sarebbe successo se, invece di dire “sì”, avesse detto “no” all’angelo: probabilmente non sarei qui a scrivere queste righe.
Penso anche che, umanamente parlando, Maria avesse tutti i motivi che dicono le persone di oggi quando abortiscono. Non era figlio di Giuseppe, che poteva non crederle e lasciarla, e lei rimanere ragazza madre; anzi no, per la legge ebraica l’adultera meritava la lapidazione, quindi questa poteva essere la conseguenza del suo “sì” (cioè rischiava la vita). E poi? Se Giuseppe avesse accettato ma non era felice? Avrebbe dato un padre infelice a quel bambino? Beh, io penso che nella mente di Maria il bambino giustificava tutto, e se Dio glielo mandava un piano c’era. Non stava a lei porsi delle domande alle quali non poteva dare una risposta! Se Dio glielo mandava, sicuramente l’avrebbe aiutata a farlo crescere.
Così fa anche con noi: non disperiamo. Non pensiamo mai di essere soli. Che Dio ci abbandoni? No! Mai! E anche se avessimo commesso questo sbaglio, chiediamo fedelmente perdono al Signore, perché la sua misericordia è senza limiti. Possiamo far pace coi nostri bambini, se li accogliamo come figli, così come dice Gesù. Se prima eravamo ciechi, abbiamo sbagliato: accogliamoli, possiamo sempre farlo. Non cancelliamoli dalla memoria, accogliamoli. Se li rifiutiamo, rifiutiamo anche Gesù: c’è lo dice Gesù stesso.
Un giorno, qualsiasi sarà stata la nostra scelta, loro — come dice la Madonna — “sono angeli del Signore”; un giorno vedremo quel che loro avrebbero fatto in questa vita, le vette che avrebbero raggiunto. Questo accadrà comunque, perché anche se noi li rifiutiamo, Dio li accoglie, perché Dio li ama. Ma noi possiamo sempre accogliere loro e Dio, aprendo le porte dei nostri cuori. Insomma, accogliamo questi bimbi sempre, in tutti i tempi, facciamolo per noi, per loro e per Gesù stesso!
Sia lodato Gesù Cristo!