6 agosto 2010
Col cuore a pezzi
Ciao Dio,
oggi col cuore a pezzi mi rivolgo a te… ti rivolgo questa preghiera che pesa come delle lacrime di pietra che cadono a terra. Non è un messaggio del cielo, non una predica comune, ma solo una preghiera, la mia, messa qui per condividere il mio dolore, la mia richiesta di aiuto.
Signore, tu conosci bene i miei difetti, sai bene i danni che ho creato e anche tutte le mie omissioni. Adesso le conseguenze delle mie azioni stanno portando a perdere quello che ho di più caro in questo mondo, la mia famiglia… mia moglie, che non mi ama più. Mi serve un miracolo, Signore, mi serve che tu cambi l’acqua in vino. Forse le parole mi renderanno più forte, ma a che mi serve la forza se non c’è nessuno da sostenere? Che mi serve, se qualcuno che per te è stato compagno non ti ama più?
So bene che è stata colpa mia: il mio carattere, la mia negligenza e anche i miei sbagli. Chissà quante volte mi sputerò in faccia, perché mi sfugge una brava donna, un tuo dolce dono. Mi aveva avvertito, mi avevi avvertito, ma non volevo sentire: preso da me stesso e dalle mie priorità, mi sono dimenticato il rispetto, il conforto, il sostegno. E adesso? Adesso ricorro a te: aiutami a cambiare, e fa’ che non sia ancora troppo tardi.
La mia è una melodia triste, pizzicata dal sussurro di un pensiero e da una piccola luce nella mia mente che tiene ancora viva una speranza; la mia è una piccola stella nel buio di un cielo che sembra sempre più chiuso e più nero, stasera. Padre, in tutti questi mesi ho vissuto come se tu non esistessi, e adesso sono in ginocchio a chiederti di aiutarmi, a chiederti pietà. Allontana questo calice, Padre. Ho parlato tanto in questo tempo, ho detto belle parole, ho pensato di aiutare tutti, ma non so aiutare me stesso. Non voglio un uomo per amico, non voglio che nessuno mi dica qualche falsa parola: cerco te, Signore, solo tu puoi aiutarmi adesso. Signore… abbi pietà di me, di un uomo che non è un verme, di un verme che non è un uomo. Gesù, io confido in te!