20 novembre 2014
Dieci domande a Sant'Agata – l'insegnamento che ci dà…
Chi è Sant’Agata?
Sant’Agata è una ragazza normale come tante altre: studiava nel Ginnasio di Catania ed era figlia di nobile famiglia. Aveva fatto la scelta di consacrarsi a DIO e di essere una “Ordo Virginum”, finché il proconsole Quinziano si innamorò di lei e volle sposarla. La voleva costringere a respingere la sua fede, ma con sorpresa trovò uno scoglio.
Agata morì martire il 5 febbraio 251, dopo aver subito numerosi tormenti (tra cui il taglio delle mammelle) e una guarigione miracolosa da parte dell’Apostolo Pietro.
Da buon catanese, suo devoto, ho sempre desiderato parlare con lei, chiederle cosa fosse importante, e che mi parlasse incessantemente di ciò per cui il suo cuore arde: Gesù.
Forse è per questa preghiera che le rivolgo da 31 anni, forse per il suo desiderio di farsi sentire e di essere presente come sorella e amica (in fondo morì a soli 19 anni), che è nata la pagina Facebook “Agatha”. E forse è per il suo desiderio di professare DIO con la mente, con le labbra e con il cuore — quel suo “Professo Cristo con le labbra e con il cuore e non cesso giammai di invocarlo” detto a Quinziano, che risuonerà nei secoli e che batte forte dentro il mio cuore — che è nata questa “intervista”.
Spero che possa farvi riflettere.
Sia lodato Gesù Cristo.
Sant’Agata, prega per noi.
1) Domanda: Chi sono i santi, perché bisogna invocarli, qual è il loro potere presso di noi? Come è giusto venerarli?
Risposta: “Santo è colui che è in DIO, non solo i santi canonizzati dalla chiesa cattolica ma chiunque sta in DIO e con DIO. Nella visione più tenera dell’amore di DIO, santo è sinonimo di figlio: infatti il santo è colui che partecipa pienamente alle ricchezze del Padre, colui che ne conosce la bontà, l’amore e soprattutto la misericordia.
I santi sono prima di tutto persone semplici, che hanno vissuto una vita normale; un santo non è nato santo, non ha nulla di speciale, ha semplicemente seguito un percorso che lo ha portato alla perfetta unione con DIO, che è il paradiso, unione a cui siamo chiamati tutti.
Invocare un santo è chiedergli consiglio, aiuto, chiedergli di pregare insieme; non sostituisce la preghiera, la venerazione e l’adorazione che si fanno solo a DIO. Il santo è un amico, un fratello, un confidente al quale rivolgersi nei momenti di bisogno o nei momenti di gioia, esattamente come si fa con un amico intimo.
Il potere del santo è tanto grande quanto la misericordia di DIO stesso: infatti il santo chiede, DIO dispone; quanto è potente DIO, tanto è potente l’intercessione di un santo.
Venerare un santo ha senso solo se è una forma di stima, di ammirazione: il santo è un segnale stradale, non bisogna mai fermarsi al santo, ma comprendere ciò che il santo ci indica per poter giungere al grande castello di DIO e restarci eternamente.”
2) Domanda: Quindi anche i nostri defunti sono santi? Cosa ci attende dopo la morte? Dove sono coloro che non ci sono più?
Risposta: “Chiunque è con DIO è santo, perché DIO è santo ed esige la santità. Vi può sembrare strano, ma anche su questa terra si è santi se perfettamente uniti a DIO (es. nell’attimo in cui si riceve l’assoluzione dopo la confessione), e nel momento in cui si è perfettamente uniti a DIO, è in quel momento che DIO ci dà più grazie e doni, perché ama specchiarsi nella nostra anima così come in un ruscello fresco e pulito.
Dopo la morte ci attende il giudizio: gioia e tripudio per la morte del “giusto” (giustizia secondo DIO, non secondo gli uomini), pianto e stridore di denti per l’uomo malvagio, tenendo presente che sia la gioia sia il dolore sono per l’eternità, ed eternità significa che non finisce mai.
L’unica cosa temporanea è il luogo di purificazione a cui sono destinate tutte le persone pentite dei loro peccati, ma che non hanno potuto espiarli: bisogna pregare per loro affinché possano ricongiungersi a DIO il prima possibile.
I nostri cari, quindi, li troviamo lì dove c’è Gesù, davanti al tabernacolo di una chiesa o in unione eucaristica con noi quando riceviamo Gesù sacramentato dentro di noi.
È giusto anche visitare i cimiteri, ma non cadiamo nella triste convinzione che lì ci siano i nostri cari: lì riposano i loro corpi, che nell’ultimo giorno risorgeranno, ma le loro anime non sono più lì, ed è l’anima la nostra vera persona.”
3) Domanda: Come si diventa santi? Tu, Agata, lo sei diventata tramite il martirio; noi?
Risposta: “È un grave errore pensare che un martire sia diventato santo solo per mezzo del martirio, perché se non avesse camminato lungo il cammino della santità non avrebbe mai avuto la forza di affrontarlo. Un martire si è santificato lungo tutto il percorso della sua vita, tra gioie e dolori, illusioni e delusioni, e per volontà ha culminato la sua vita col martirio.
Santi si diventa amando: il motore di tutto è l’amore. DIO è amore, è l’amore la perfezione; se uno ama DIO come comanda Gesù, ama tutto in DIO e l’amore diviene perfetto.
Cos’è il male? Mancanza totale di amore.
Cos’è il purgatorio? Mancanza di amore.
Ama DIO e in lui ama tutte le cose; fa’ crescere questo amore fino alla massima misura e diverrai santo, perché applicherai questo amore in tutte le situazioni della vita.”
4) Domanda: Quanto è importante essere puri nella vita?
Risposta: “Essere puri di cuore (secondo le beatitudini evangeliche) significa vedere la vita con limpidezza, sentire il richiamo di DIO con chiarezza, seguire le ispirazioni con facilità.
Non si viene distratti dai vizi, dalle malignità, dalla sessualità, perché si è appunto puri, liberi da ogni inquinamento per l’anima.
Essere puri è indispensabile per incontrare e rimanere in eterno dinanzi a colui che è la purezza.
La purezza è un dono da chiedere continuamente, senza stancarsi mai: purezza nei pensieri, nelle opere, nelle parole e nella sessualità. Essere puri in tutto significa fare tutto con purezza, pensare con purezza, essere veri: se si vive in maniera vera non si ha paura della verità, che si incontrerà inevitabilmente il giorno del giudizio.
Chi ha vissuto di sotterfugi, invece, ha paura del giorno del Signore, perché non sa mai cosa dovrà dire, visto che nulla potrà più essere nascosto.”
5) Domanda: Qual è la cosa più importante della vita? Cosa dobbiamo chiedere a DIO?
Risposta: “L’amore.
L’amore porta purezza, l’amore porta pace, l’amore porta bene, l’amore porta altro amore.
Chiediamo quindi a DIO il dono dell’amore, che è nello Spirito Santo: i suoi doni sono doni di amore, ci trasfigurano, ci infondono coraggio, ci danno carità, ci danno umiltà, ci preparano all’incontro con DIO e ci aiutano ad avere un amore che non è mai egoistico, ma che, sull’esempio stesso di DIO uno e trino, ci prepara e ci ammaestra a un amore vicendevole, che è il vero scopo della nostra esistenza.
Ricordate: ‘Amo DIO con tutto me stesso e in lui amo tutto e tutti, perché DIO mi amò per primo’.”
6) Domanda: C’è un segreto per ottenere grazie da DIO? Anche di quelle grazie che sono “miracoli” agli occhi degli uomini?
Risposta: “C’è solo una ‘moneta’ bene accetta da DIO: l’amore.
Se chiedi qualcosa con amore, per amore vero e puro (senza fini egoistici), DIO esaudisce SEMPRE la grazia, perché l’amore stesso ti illuminerà su cosa è giusto chiedere; se invece la tua richiesta è macchiata da egoismo ed egocentrismo, difficilmente otterrai ciò che chiedi.
La fede è molto importante: che ti chiedo a fare una cosa se dentro di me penso che non puoi ottenermela?
Tuttavia l’amore riesce a sopperire a tutto: ‘Signore, accresci la mia fede’ e, con essa, l’amore, perché io possa chiedere sempre nella maniera giusta a colui che tutto può.”
7) Domanda: Perché DIO a volte sembra fare orecchie da mercante davanti alle nostre richieste?
Risposta: “Prima di dire che lui fa orecchie da mercante, dovremmo domandarci come noi stiamo domandando questa cosa: la stiamo domandando con amore (quello divino)? La stiamo domandando con fede? La stiamo domandando senza stancarci, senza mormorare? E infine, siamo davvero in grazia di DIO? Non sarebbe meglio prima fare una bella confessione, pentirci dei peccati, pulire la nostra anima e fare pace con DIO?
Come posso domandare qualcosa a qualcuno con cui sono litigata?
È giusto cercare qualcuno solo nel momento del bisogno?
Se lo facessero con me, sarei contenta di questa cosa?
Il rapporto di amicizia con DIO funziona nella stessa maniera di qualsiasi altro rapporto di amicizia: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
In ogni caso sappiate che DIO ascolta TUTTE le preghiere, TUTTE.”
8) Domanda: È giusto preoccuparsi del futuro?
Risposta: “Nel vangelo vediamo Gesù perennemente ‘occupato’, ma non lo vediamo mai ‘preoccupato’. Pre-occuparsi, occuparsi prima che qualcosa accada: perché? Che senso ha? Non è forse scritto che ‘a ogni giorno basta la sua croce’? Non è forse vero che ‘DIO è padrone di tutte le cose’? E allora perché pre-occuparsi? È giusto occuparsi delle nostre vite, delle nostre giornate, del nostro futuro, del futuro dei nostri figli, ma non preoccupatevi mai: il futuro non è in mano vostra.
Esso è saldamente nelle mani di DIO.”
9) Domanda: Come bisogna predicare il vangelo?
Risposta: “Le opere. Gesù operava tantissimo: a ogni parola bisognerebbe far corrispondere almeno 100 opere, di solito invece noi facciamo il contrario, un’opera (forse) e 100 parole. Di chiacchiere è pieno il mondo, amici miei; Gesù non ha detto solo belle parole, ma ha fatto le opere, a cominciare da una vita santa.
San Francesco d’Assisi, è vero, ebbe il coraggio di additare molti mali dell’epoca, anche tra i notabili dei suoi tempi, ma non stette seduto sulla sedia ad alimentare la folla: fu egli stesso il cambiamento che voleva vedere.
Troppi cristiani oggi criticano: il papa, i vescovi, i sacerdoti, i politici, il vicino di casa e il collega di lavoro. Amici miei, queste sono chiacchiere; ma le opere dove sono?
Vogliamo forse essere quei famosi ‘sepolcri imbiancati’ descritti amaramente da Gesù nell’invettiva contro i farisei?
Siamo apostoli o siamo farisei?”
10) Domanda: Come si prega DIO?
Risposta: “Dio è un amico, un padre, è colui che ti ha creato, colui che ti ha redento; non c’è nessuno che ti conosca meglio di lui. Rivolgiti a lui in totale confidenza, con amore, con amicizia, con gioia, non estrometterlo mai, rendilo partecipe di ogni singolo attimo della tua esistenza, vivi in totale e perfetta unione con lui. Se ti dovesse capitare di peccare, pentiti subito, cercalo, non allontanarti mai. In verità, se tu vivrai unito a DIO su questa terra, questa unione durerà in eterno; ma se già su questa terra vivete separati, come potrai mai pretendere di vivere eternamente unito a lui?
Lo desidererai davvero?”
[Continua prossimamente]
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