25 aprile 2008
Duecento rose per Maria
Cari fratelli, in questo splendido giorno festivo, quando tutti vanno a divertirsi e giustamente passano la giornata in unione familiare, io vi invito, sempre in unione familiare, a prendere la coroncina del rosario e a regalare 200 rose bianche a Maria e ben 50 a Gesù. Ma se proprio non avete tempo, regalatene almeno 50 a Maria e 5 a Gesù: non ve ne pentirete. Qual è il tempo meglio speso di quello impiegato a donare rose al proprio creatore e alla sua dolcissima madre? Chi può dire come essi ci riempiranno di dolci benedizioni e di abbondanti grazie per questo?
Non si riuscirà mai a capire la profondità, la forza e la bellezza del Santo Rosario. Grandi santi ne hanno parlato, ma secondo me quelle enormi percezioni che hanno avuto sono solo una fiamma della vera bellezza di questa preghiera. Basti pensare che le preghiere da cui è composta sono tutte di origine divina e non umana. Pensiamo al Padre Nostro, che ci è stato dato direttamente da Gesù; all’Ave Maria, che è il saluto angelico rivolto a Maria, e a quel che santa Elisabetta, ricolma di Spirito, rivolse a Maria; il Gloria, infine, mette l’amen a queste bellissime preghiere.
Ma il rosario sarebbe solo un corpo senz’anima senza la meditazione della vita, della passione e della resurrezione del nostro Signore. Cosa santifica di più che la meditazione della sua vita? Basti pensare che alcuni santi hanno fondato la loro santità su una frase del vangelo. Pensate a San Francesco, per esempio: “«Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi»” (Matteo 19,21). E noi tutti sappiamo che grande esempio di santità è stato San Francesco, tale da meritarsi, insieme a Santa Caterina da Siena, il patronato dell’Italia.
Non starò qui a dirvi tutte le meraviglie che nel corso dei secoli ha regalato il rosario, né tutte le indulgenze: per quello ci sono diversi libretti, tra i quali raccomando vivamente “Il Segreto Meraviglioso del Santo Rosario” di San Luigi Maria Grignion de Montfort, edito Shalom. Mi limiterò soltanto a raccontarvi una visione avuta proprio da San Domenico, grande promulgatore del Santo Rosario, raccontata proprio in questo libro: una visione che da sola esprime più di tutte le parole che si potrebbero dire riguardo a questa preghiera.
“Vide un giorno il cielo aperto e tutta la corte celeste disposta in mirabile ordine, e intese cantare il rosario in soave melodia, onorando a ciascuna decina un mistero della vita, della passione e della gloria di Gesù Cristo e della Santa Vergine. Notò anche che, quando si pronunciava il santo nome di Maria, tutti facevano un inchino, mentre nel nome di Gesù tutti facevano una genuflessione e ringraziavano Dio per i grandi benefici compiuti in cielo e in terra per mezzo del Santo Rosario. Vide anche la Santa Vergine e i santi mentre presentavano a Dio i rosari che i membri della confraternita recitavano in terra, pregando per coloro che praticano questa devozione; vide ancora innumerevoli corone, composte da fiori bellissimi e profumati, preparate per coloro che dicono devotamente il Santo Rosario: ogni volta che lo recitano, si preparano la corona con cui saranno ornati in cielo.”
Fratelli cari, non c’è nulla di più bello, dolce e gradito a DIO della meditazione del suo amore; non c’è nulla di più gradito a DIO che ringraziarlo e benedirlo con le sue stesse parole. Non pensiamo dunque al rosario come a una preghiera per donnette e ignoranti, a meno che non vediamo la Santa Vergine in questo modo, perché questa è la SUA preghiera. Pensiamo invece alla grande gioia che le diamo regalandole una bellissima rosa rossa profumata e mettendogliela sul capo, devotamente. Pensiamo a cosa non fa questa santa madre per noi: questo è il minimo che possiamo fare noi per lei.
Che dire di più? Vi auguro ogni benedizione in questa Santa Giornata, con l’augurio di tanta pace e serenità, non come la dà il mondo, ma come la dà il nostro Signore Gesù.
Un abbraccio fraterno…
Gaetano.