23 dicembre 2010
È tempo di bilanci
Salve a tutti, cari fratelli e sorelle,
dopo qualche giorno di silenzio nel blog arriva un nuovo post, ed è tempo di bilanci, come suppongo sia in tutte le anime delle persone più riflessive. Le domande che affollano le nostre menti sono le solite. Abbiamo passato un anno ricco e intenso: c’è chi ha avuto gioie, c’è chi ha avuto delusioni e chi purtroppo ha avuto entrambe; chi ha avuto un anno da dimenticare e chi invece quest’anno ha avuto molte soddisfazioni; chi ha conosciuto gente fantastica e chi ha conosciuto gente terribile.
Questo nel campo personale. Nel campo umanitario, poi, si considerano gli eventi economici e politici: molta gente è senza lavoro o è precaria, molta gente ha un malato terminale in famiglia, o è essa stessa malata terminale; crisi nel settore sanitario e nell’istruzione, ditte che chiudono, giovani precari e un anno nuovo che non lascia presagire niente di positivo.
Poi c’è la visione dal cielo: un mondo pieno di peccati, ragazzine che sempre più spesso, quasi per moda, vengono violentate e brutalmente uccise, pedofilia e bambini la cui infanzia viene spesso recisa, e la cosa più terribile è che i carnefici sono proprio le persone di cui loro dovrebbero fidarsi: genitori, zii, fratelli e sorelle e persino sacerdoti, coloro che dovrebbero avere nelle mani le chiavi della chiesa e il regno di DIO. Poi c’è molta gente atea, o gente religiosa esaltata, poi c’è chi in DIO crede ma ha scelto di stare volontariamente dalla parte di satana… e poi la droga, il sesso, la prostituzione. Devo dire che, leggendo il giornale ogni giorno, penso alla frase di Arthur Schopenhauer: “se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere quel dio: la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore.”
Tuttavia la nostra fede ci insegna a guardare avanti e a trovare il coraggio e la fiducia proprio in Dio, che sicuramente ha il cuore spezzato di tutto ciò, ma ancora ha misericordia e pazienza verso le sue creature, verso il suo popolo e persino verso coloro che dovrebbero rappresentarlo, spesso in maniera indegna. A volte mi chiedo proprio quale sia il bilancio annuale di DIO, e penso che, se egli venisse, la situazione sarebbe alquanto non bella; anche ora non è che ci si diverta tanto…
Proprio l’altra volta linkavo, sulla pagina Facebook di questo blog, il video di Happy Xmas, famosissima canzone natalizia cantata da John Lennon, in cui scorrevano immagini di povertà che noi spesso ignoriamo, ma che esiste e che, anche nella nostra nazione, come forse avviene già in America, sta creando sempre di più un vortice fra la classe media e la classe alta, eliminando la classe media. I media ci stanno convincendo talmente tanto che avere sia importante e che chi non ha nulla faccia schifo, che per avere siamo disposti a tutto, persino a vendere l’anima al diavolo, come poi fanno in molti.
Ma la fede ci insegna che è DIO il vero padrone del mondo e che tutto quello che nasce su questa terra è destinato a finire, tranne l’amore, che è del cielo. Ci insegna che DIO stesso, venendo al mondo, è stato povero, reietto, disprezzato dalla società, ha accettato condizioni miserevoli e lavoro precario, l’elemosina e la morte violenta. Eppure l’epilogo della sua vicenda terrena non è stato sulla croce, ma sul monte, in elevazione verso il Padre, e ancora continua, così come continua la sua chiesa, nonostante l’indegnità e la miseria degli uomini che la compongono.
Con questa speranza che ho nel cuore affronterò il 2011, pensando che, nonostante il mondo sia marcio, logoro e in rovina, nonostante DIO abbia il cuore a pezzi, egli ha ancora il potere di cambiare le cose, che non saranno eterne. Ho ancora fiducia che non morirò disperato, ho speranza che DIO sappia quello che fa e che, nonostante tutto, tenga la sua mano saldamente sul mondo; e che nonostante il satanismo, la massoneria, il NWO, gli attacchi vari a lui, alla chiesa, ai fedeli, agli innocenti, alle donne e alle famiglie, ai poveri, DIO tenga il mondo nelle mani. È sempre sua l’ultima parola: certe cose le vuole, certe le permette e certe le sopporta, finché non verrà il suo BASTA, e in quel momento ricapitolerà tutte le cose e darà a ciascuno il suo, il premio o la pena eterna…
In realtà dal 2011 non mi aspetto nulla, almeno umanamente; cerco solo di fare del mio meglio, e la mia speranza, preghiera e richiesta è sempre e solo una: “VIENI PRESTO, SIGNORE GESÙ”.