2 marzo 2009
Il mio Getsemani…
Padre, inginocchiato alla tua presenza, imploro la tua misericordia… Tu conosci la mia afflizione; piegato in due, chiedo pietà per le mie colpe, tu conosci le mie paure… Tu che mi hai custodito sin dall’infanzia, adesso vedi la mia carne tremare, il mio cuore balla in petto: fermalo tu, Padre, che conosci i miei timori.
Dimmi, Padre, cosa sono senza di te? Cosa ho fatto mai? Verme di terra, mucchio di cenere, se non avessi te… E in te mi affido, in questo momento di estrema tristezza. Mi vedi tremare, mi vedi sudare, mi vedi piangere, ma a te rivolgo il mio grido: la mia anima aspetta te, è attratta da te, e in te trova rifugio. Non amo che te, non voglio che te, accoglimi…
Ti chiamo, ti chiamo forte, tu rispondimi, Padre: come un bambino cerca la mamma, io grido il tuo nome. Rispondimi, Padre, che ne sarà di me senza di te? Aiutami, consolami, carezzami, asciugami le lacrime; ti tendo la mano, stringila, non vedi com’è fredda? La mia anima è spezzata in due, il mio spirito è flagellato; non mi resta che dirti: “Mi affido a te, sia fatta la tua volontà”.
Questo io voglio, Padre, solo questo desidero: la tua volontà di bene, nel bene… anche se non la comprendo, anche se non la capisco, anche se ne ho paura, e se ti sento lontano, va bene lo stesso… Ti raggiungerò prima o poi, ma tu innalzami. Non vedi com’è pesante il mio cuore? Ancorato alle cose di terra, pieno come una spugna satura di lacrime: solo tu puoi darmi conforto…
Padre… Padre… che ne sarà di me? Dei miei parenti? Che diranno delle mie scelte? Si perderanno? Capiranno? Giudicheranno? Ti abbandoneranno? No… no… devo solo pensare a te, alla mia coscienza, alla mia coscienza… Sia fatta la tua volontà, Padre. E se non capiranno gli altri, mi difenderai tu, col sole della tua giustizia, col fuoco del tuo amore. Non chiedo altro se non di stare con te, nella lontananza… nella vicinanza… Inondami l’anima con la tua misericordia, fammi sentire amato: questo mi basterà. E se non vorrai darmi questo, me lo farò bastare.
Leggero volerò in alto con te, nelle tue ali tu mi porterai, e gireremo i monti e le colline, aggireremo il sole, Padre… ma ho bisogno del tuo amore. La mia anima trema, spesso si chiede “ce la farò?”, tante paure la opprimono: tu sorreggile. Meglio morire che dubitare… no… non adesso… non dopo tutto. Padre, sorreggi me, in questo mio Getsemani, in questo dolore… in questa insicurezza che viene dalla non grande fede, dalle crepe di un cuore impuro e peccatore.
Sia fatta la tua volontà… spesso incomprensibile, o che richiede eroismo, sia fatta la tua volontà… nel dolore e nella gioia, nella vita e nella malattia, sia fatta la tua volontà. Chi capirà? Chi non giudicherà? Solo tu conosci i cuori, solo tu puoi giudicare, perché solo tu ami; gli altri pensano solo a se stessi, ai loro bisogni, a quello che loro pensano e credono… pensano di conoscere i cuori, pensano… pensano… e danno dolore.
Dio… mio Dio… sono solo un verme, ma mi affido a te. E che sarei io senza di te? Sono una nullità…
Mi alzerò ancora, Padre, per compiere la tua Santa Volontà. Orsù, sostienimi nella prova… e presto sarò con te… Padre!