16 giugno 2013
Il post del sabato sera
Ieri sera ero a casa, solo in camera, e guardavo in maniera annoiata i vari post proposti su Facebook: le frasi romantiche, quelle di vendetta, e le notizie.
Immaginando che Facebook sia in qualche modo lo specchio della nostra società, e che la gente pubblichi ciò che le piace e scriva ciò che pensa, stavo lì, immerso in quei milioni di pensieri che scorrevano sotto forma di bit, in maniera virtuale.
Certo, ci sono post molto simpatici: le barzellette, le foto, i post che lodano il Signore, come quelli della nostra paginetta L’amore di Gesù e Maria Trionfa Sempre (che ha da poco superato i 10.000 fan: grazie!). E poi ci sono post che fanno rattristare, notizie buie e tristi che fanno riflettere su come la nostra società stia precipitando in un baratro di amoralità, rinunciando a tutti i suoi valori.
Su Facebook possiamo leggere anche di quei giovani che hanno perso la vita pagando amaramente uno shortino di troppo, o qualche altro cocktail letale (nelle discoteche ce ne sono davvero tanti).
Noi spesso abbiamo l’abitudine di dire “la vita è mia, faccio quel che mi pare”: dovrebbero leggere i numerosi gruppi e pagine fondati da madri che hanno perso i loro figli, uccisi da droga o incidenti stradali.
Magari guardare tutti quei mazzi di fiori e altarini che, con affluenza crescente, stanno tristemente ornando le nostre città.
Ma non lo fanno… non lo faranno mai, nemmeno quando a morire è un amico…
Così il sabato sera scorre tra post di ragazzine che mandano le loro foto nude ad amici o le pubblicano su Facebook, tra vecchiette che vengono condannate perché hanno rubato un pezzo di pane, e tra richieste di preghiera per parenti e amici in gravi condizioni di salute.
Ormai la nostra società è invasa da un “pessimismo cosmico” che ci fa vedere tutto in maniera tristemente negativa, irrecuperabile; abbiamo il volto coperto di mestizia quando parliamo di politica, di lavoro, della chiesa e della sanità.
No, amici, dobbiamo insorgere, risorgere e imparare a lottare; dobbiamo capire che siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere, e che il futuro è ancora in mano nostra.
E che, nonostante le accuse che ci fanno i “benpensanti” della nostra epoca, la legge di Dio è ancora la migliore che si conosca, sicuramente migliore di quella degli uomini e delle dittature moderniste della nostra epoca.
Non trovate?