25 maggio 2022
In qualche modo andrà bene
Sto studiando il giapponese ultimamente. Loro hanno una parola che usano quando accade una cosa su cui non si può far nulla: Nankurunaisa (なんくるないさ).
Cade il gelato a terra? Nankurunaisa. Hai un incidente? Nankurunaisa. Accade qualcosa su cui non hai potere? Nankurunaisa.
Vi starete chiedendo cosa significa; forse pensate sia un’imprecazione, e invece no: la frase significa “In qualche modo andrà bene”. È quindi un inno a ricominciare, lottare, affrontare la situazione negativa: in qualche modo andrà bene.
È difficilissimo pensarlo magari davanti a una malattia o a una situazione pesante, eppure cercano di convincersene. E non sono tanto lontani dal cristianesimo di San Paolo, che diceva che “Tutto concorre al bene”. Tutto sommato anche noi abbiamo un esempio nostrano, Franco Battiato, che diceva che “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.
I giapponesi, da questa affermazione, hanno coniato anche un detto: “ikite’ru dake de nankuru nai sa”, che significa “Grazie al solo fatto di esser vivi, in qualche modo le cose andranno bene”. Lo diciamo anche noi: “Finché c’è vita, c’è speranza”. Questa frase, però, ha uno step aggiuntivo: la certezza che in qualche modo andrà bene, Nankurunaisa appunto.
Deve averlo pensato anche Sant’Agata, a suo modo, deve aver trovato forza in questa certezza. Lo voglio pensare anch’io, in questo momento difficile che sto vivendo, e vi invito a pensarlo anche voi: non è facile, ma Nankurunaisa, in qualche modo andrà comunque bene.
Del resto, come dice San Paolo, se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?