20 settembre 2010

La Fede e la Croce

Quante volte ci capita di ascoltare: perché questo male proprio a me? E se Dio esiste, perché consente ciò?

Avere Fede non significa necessariamente essere esenti dal portare la Croce; credere in Gesù e nella Madonna non vuol dire essere al riparo dalle tribolazioni e dai travagli. Chi ha, o chi ha trovato, la Fede a volte, invece, ne è investito più degli altri, perché la Madre dà a tutti i suoi figli qualche particella dell’albero della vita, la Croce di Gesù.

Però, nel momento in cui sceglie il tipo di Croce, offre anche la grazia di portarla con pazienza e perfino con gioia, in modo che quelli che credono in Lei e a Lei si affidano riceveranno Croci benedette e non Croci amare. Chi crede in Lei sa che l’amarezza del calice va assorbita, ben sapendo che è un’amarezza passeggera e solitaria, perché fa parte della strada da percorrere per diventare amici di Dio.

Sono sofferenze che spianano la strada per giungere a Dio, sofferenze che irrobustiscono la Fede e che consentono alla Madonna di starci più vicina, di rischiarare le nostre tenebre, di allontanare i dubbi, di sostenerci nelle lotte e nelle difficoltà. E quando le tribolazioni sono terminate, allora sorge spontaneo il desiderio di portare Croci ancora più pesanti e più dolorose.

Riflessioni