14 novembre 2014

La festa di Sant'Agata a Catania

La festa di Sant'Agata a Catania

La festa di Sant’Agata a Catania è qualcosa di molto bello, poetico. Non so quanti di voi sono di Catania, perché abbiamo fan da tutte le parti d’Italia (e del mondo), ed è anche giusto, perché Agata è ormai cittadina del cielo; ma se non avete mai visto la festa di Sant’Agata a Catania, dovete assolutamente andarci.

Secondo me è una specie di Natale catanese: trovate la città tutta unita, un’incredibile massa di gente che viene da ogni parte e che affolla le strade della città con un unico intento, vedere la santa. C’è chi ci va per fede, chi per grazia ricevuta o chi solo per divertirsi, ma sant’Agata ci riunisce tutti… Credo che non mi sia mai capitato, in 31 anni di età, di andare alla festa di Sant’Agata senza incontrare qualcuno che conosco.

La festa di Sant’Agata è poesia: le candelore che dondolano, la banda che suona, i venditori di palloncini, ma anche i numerosi bar dove gustare un buonissimo arancino. La festa di Sant’Agata è universale, abbraccia tutti, dall’irreprensibile vecchietta col rosario in mano al ragazzo che ci va con la fidanzata, fino dentro le carceri, dove vedere la “santuzza” è motivo di consolazione, di compagnia, di amore: Agata c’è laddove il vuoto interiore e il bisogno di affetto si fanno sentire.

Puoi credere o non credere, ma sant’Agata ti illumina, ti trafigge, ti pone degli interrogativi. Lo fa sia che tu sia in mezzo al cordone a gridare come un forsennato, sia che tu sia dentro una chiesa, ma anche per chi è in ospedale o per chi ha un parente che lotta tra la vita e la morte, e ti porterà a piangere mentre tutti si divertono.

Nella festa di Sant’Agata siamo tutti amici: si fermano gli sconosciuti per dire “unni è agghiunta a santa”, e si formano le mega comitive. Insomma, la festa di Sant’Agata ognuno la vive come sente, molti con fede, altri con leggerezza, alcuni per devozione altri per divertimento. Tutti noi ci raffrontiamo ad Agata in un certo modo, che è un preludio di come lei ci guarderà quando un giorno l’avremo davanti, fisicamente vera, insieme a Dio.

Agata però è spesso, per molti di noi, anche quel filo d’oro che ci tiene collegati a Dio, che ci ricorda della sua presenza e del suo amore, ci ricorda il destino al quale siamo destinati (il paradiso) e ci ricorda di pregare, perché tramite Agata sappiamo che non siamo mai da soli.

Noi chiediamo ad Agata di essere concittadini degni del suo nome e della sua persona, degni del suo amore e della sua protezione. Quando ci dichiariamo devoti, dobbiamo avere la consapevolezza che questo significa che dobbiamo imitarla, così come si fa con una persona che si ammira e si stima, perché la sua intenzione è di guidarci per mano verso il paradiso.

Non facciamola vergognare di noi davanti al suo Gesù ma, al contrario, rendiamola orgogliosa di avere concittadini e devoti degni di lei, in modo che lei, orgogliosamente, quando sarà arrivata la nostra ora, potrà condurci a Gesù.

Cittadini, semu tutti devoti tutti?

Sant'Agata