20 maggio 2008
La gioia di essere figli
Cari fratelli e sorelle,
come state? Oggi qua c’è un tempo di sole e un caldo da far paura, ma a me piace il sole, perché amo il cielo sereno: mi fa andare la mente verso il Paradiso, e le nuvole, che a volte assumono forme davvero strane, mi ricordano tanto gli angeli e le anime del paradiso che lodano il creatore… Mi direte che sono un sognatore, e forse è vero; ma sapete? Questo è il pensiero che mi fa sopportare meglio le piccole e grandi croci della mia vita, mi consola il pensiero di non essere solo, ma soprattutto il pensiero che sono figlio.
Eh sì, cari amici, perché sapete? Io leggo ogni giorno i giornali, e sono spaventosi: ormai siamo talmente abituati alla malvagità che nemmeno la notiamo più. Ma signori, quello che si legge è mostruoso, sia tra l’uomo e l’uomo (come un ragazzo ucciso da un gruppo di cinque ragazzi perché non ha voluto offrire una sigaretta), sia tra l’uomo e Dio. È di oggi, infatti, la notizia che in Inghilterra è stata approvata la legge che permette la sperimentazione tra embrioni ibridi umano-animale, in particolare bovini: per intenderci, verrà mischiato il nostro DNA con quello di una mucca (mentre, se notate, a questi scienziati già spuntano le corna). Mi viene da chiedermi se questo non sia davvero “colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. L’uomo che si siede nel tempio di Dio, al posto di Dio, che addita se stesso come Dio” (2Ts 2,4). Mi chiedo quindi, e scusate se pongo la domanda anche a voi, se questi non siano tempi molto particolari… chissà.
Lo scopo di questa mail, comunque, non era di porre questa domanda, alla quale possiamo dare sempre una risposta approssimativa, e la cui risposta definitiva sarà data solo dal tempo, anche se, come dice Gesù, è nostro compito e dovere guardare i segni dei tempi. Lo scopo di questa mail è invitare tutti a sentirci figli. Infatti questa società così mal ridotta, che sembra una baracca mal combinata, che mostra gli animi umani come una dimora di porci, ha tanto bisogno di ritrovare un Padre e di sentirsi figlia, dipendente e rispettosa. Finché l’uomo cercherà di fare tutto da solo, farà come il bimbo che in mezzo alla strada non vuole la manina: sappiamo tutti che pericolo corre.
Sentirsi figli è una gioia, una gioia che l’umanità ha perso, spesso pure verso i propri genitori celesti e ancor più verso il Dio Padre Creatore. Ritrovare questa gioia è il nostro dovere, è l’unica fonte di salvezza: nessuna preghiera o atto ha senso se non abbiamo tale sentimento. Noi cristiani dobbiamo essere testimoni di questo sentimento di familiarità filiale, e dobbiamo essere “il sale della terra”.
Cari fratellini, quel che si legge nei giornali si commenta da solo; la TV non si può accendere più, vuoi per le notizie cruente dei notiziari, vuoi per ragazze con parti del corpo belle in vista, vuoi per programmi, film o quant’altro altamente diseducativi. La domanda ricorrente è: “Questo mondo si può ancora salvare?”. La risposta a tutte le domande la dà l’arcangelo Gabriele a Maria: “a Dio nulla è impossibile”. La prova? Guardate Fatima: tre umili pastorelli, tre bambini, con la forza dei loro rosari, fecero finire la guerra. Il Papa, con la forza di una consacrazione, fece crollare quel comunismo cieco che stava distruggendo la Russia, e non solo quella. A Dio tutto è possibile, ma ci vogliono la forza di volontà e tante, tante preghiere.
La Regina della Pace appare da 27 anni dando ogni giorno messaggi, ma tutto si può riassumere in un solo messaggio, che è poi il riassunto del vangelo stesso: “Pace, pace, pace, pace tra gli uomini e Dio, così da avere la pace tra di loro”. La mamma disse queste parole a Mirjana piangendo, e il senso è logico pure per un bimbo: facciamo la pace con Dio, e potremo avere la pace tra di noi.
Preghiamo, preghiamo, preghiamo, non sette volte, ma settanta volte sette!
Con affetto,
Gaetano.