14 luglio 2009

Lettera d'amore

Lettera d'amore

Oh uomini, perché non credete nel mio amore? Vi ostinate a prendervi beffe di me, mi bestemmiate, e anche quelli che si dicono miei discepoli di me si fidano così poco… perché? Sono sceso dall’empireo celeste per donarvi tutto me stesso… ho deciso di soffrire e di vivere la vostra vita, per chiedervi fiducia… amore… Oh figlioli, non vi rendete conto? Io… io, Dio… quante volte mi offendete? Potrei frantumarvi solo con la mia volontà, potrei lasciarvi nel nulla e costringervi a servirmi in ginocchio… invece v’imploro amore.

Perché non vi fidate di me? Non ci si fida di un ladro, di un delinquente, di un mentitore… ma io cosa vi ho rubato, in cosa vi ho mentito? Perché non merito la vostra fiducia e il vostro amore? Cari piccoli miei, ogni lacrima che scende dai vostri occhi, ogni ingiustizia è ferita del mio cuore… ma se tutti mi amassero e seguissero i miei precetti, nessuno piangerebbe… regnerebbe l’amore.

Oh figlioli, voi siete fatti per amare… l’amore muove tutto. Cosa credete che abbia mosso la creazione? E la vita, e il perdono, e la redenzione? L’amore. Cosa credete che muova le vostre scelte? L’amore, o la sua mancanza… l’amore, figli miei. Il mondo è immerso nell’amore, tutto il creato è immerso nel mio amore… Ricordate la Genesi? “Lo Spirito di Dio aleggiava sulla terra…” (Gen 1,2): ancora è così… Voi tutti siete immersi nel mio amore, come un bimbo dentro il liquido amniotico.

L’amore è l’unico metro di misura che userò quando mi sarete davanti… il vostro amore è l’unica moneta che acquista il paradiso. Sono un Dio tutto d’amore: perché mi ricambiate con bestemmie, preghiere vuote e pochi dialoghi? Mi pensate così lontano da non interessarmi a voi… Figli miei, avete dimenticato che tutto ciò che sapete di me l’ho voluto rivelare io, per mia scelta d’amore… se esso non vi sostenesse e non vi desse alito, nemmeno sareste.

Oh figli miei, guardatemi… piagato e sanguinante, logorato e appeso sulla croce… il mio amore mi ha consumato… la mia misericordia mi brucia… venite a me… Ho le braccia aperte, inchiodate sul legno… le viscere del mio cuore sono state dischiuse dalla lancia e mai più si chiuderanno… “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11,28). Sì, ho un insaziabile desiderio di ristorarvi, dandovi l’unico balsamo di salvezza, il mio misericordioso amore.

Non voltatemi le spalle, non concedetevi al nemico… egli promette luce e potere effimeri, che durano quanto un tuono, per lasciare spazio al buio. Figli miei, venite a me, ad assaporare il calore del mio cuore: in un abbraccio vi farò miei, piccole gemme del paradiso… splendenti come le ali di un angelo… luccicanti dei vari riflessi della mia luce, come un prisma d’arcobaleno.

Figli miei… il mio amore… eterno amore… bussa. Io, Dio: “Sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Figli miei, quale vostra gioia più bella di condividere un pasto con un amico o un parente? Anche per me è la più grande gioia mangiare con voi… farmi mangiare da voi… sono lì, nei tabernacoli, vi aspetto, prigioniero del mio amore… Voglio entrare in voi, agire con le vostre mani, amare col vostro cuore, camminare coi vostri piedi, voglio unirmi a voi… quale maggiore desiderio d’amore?

Fidatevi di me… amore voglio… soltanto quello, non precetti né sacrifici vani, ma l’amore: esso basta, guida tutto, fa tutto. Pensate, figli miei, cosa desiderano le vostre anime? Potete avere tutto dal mondo, ma non avrete pace finché non avrete me; vagherete per la terra, senza sapere da dove siete venuti né dove andate… venite a me.

Figli miei, c’è gioia in cielo, c’è amore… desidero proteggervi alla mia ombra, tergere le vostre lacrime… desidero covarvi come pulcini nelle uova… piccoli figli miei, vi amo. Prendete dal seno materno di mia madre la grazia e l’amore che vi occorre, la fiducia e la rettitudine; venite a me… sarete i miei fiori, sarete le mie gemme, sarete i miei figli… per sempre… vi amo!

Gesù

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