26 marzo 2008
Lode e amore, per Dio, nostro Padre…
Ti lodo, o Padre, e ti benedico per tutte le cose belle che mi hai donato, per la luce immensa di questo giorno, per tutto ciò che anche in eco lontano mi ricorda te. Ti lodo per le buone notizie e anche per quelle cattive, per le lacrime e i sorrisi, per la forza e la debolezza, per la gioia e per il dolore, perché tutto possa essere vissuto per la tua maggior gloria e in cooperazione all’opera di redenzione.
Ti lodo e ti benedico, Padre, per lo sguardo benevolo con cui guardi i miei giorni, per le tue sante mani, sempre operose nel fare, nel creare, nell’accarezzare i miei occhi quando piangono, nel prendere le mie mani quando festeggiano; le sante mani che un giorno culleranno il mio spirito quando esso si separerà dal corpo.
Ti lodo e ti benedico, Padre, per tutti i buoni consigli che hai soffiato nel mio cuore, per tutti i sospiri che hai fatto per me e per tutte le grazie con cui mi hai inondato sin dal concepimento. Ti ringrazio per quante volte hai incaricato un santo della mia protezione, per l’angelo custode e per tutte le persone che anche in terra hanno svolto una funzione benefica nei miei confronti.
Ti ringrazio perché mi hai fatto nascere così come sono, libero di crederti e di lodarti, libero di conoscerti e amarti, libero di predicare la tua bontà al mio prossimo; e anzi, mi scuso se spesso non sfrutto come potrei questa libertà che tu mi hai donato e che molti non hanno. Ti ringrazio per tutti quelli che mi fanno innervosire e dispiacere, facendo crescere la mia pazienza. Ti ringrazio per i miei sbagli, i miei peccati e la grazia che mi dai nel perdonarli, affinché possa accrescere in umiltà. Ti ringrazio per la vita, ma anche per la malattia, che mi fa apprezzare la vita stessa, mia e degli altri.
Ti ringrazio per la comunione dei santi e per la possibilità di chiedere sempre la preghiera di chiunque, certo delle parole di Gesù: “In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).
Possa sempre io essere degno di te, della tua Chiesa, dei suggerimenti che lo Spirito Santo mi dà; che io possa sempre essere testimone tuo, buon predicatore, oratore, ma soprattutto un fratello caritatevole, sempre pronto e disponibile verso chi ha bisogno della mia presenza. Che io possa spogliarmi di me, dei miei problemi, delle mie paure, delle mie vanità, che io possa essere solo la tua matita, che può scrivere solo se impugnata dalla tua mano, e scrive solo quello che la tua santa mano suggerisce.
Infine, Signore, ricordati di me anche quando sarò sfiduciato, triste e pauroso, quando ti rinnegherò come Pietro, solo perché i miei occhi sono capaci di vedere solo le cose che il mondo mi fa vedere. Vieni a ricordarmi quanto ti amo, nei momenti in cui non riesco a vedere a un palmo oltre il mio naso. Fa’ che io sia una delle tue docili pecorelle, adesso e alla fine dei tempi, quando la tua insondabile misericordia lascerà il posto alla tua immensa giustizia.
Insieme al Salmista mi unisco nelle parole:
“O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.”
Sia lodato Gesù Cristo.