24 maggio 2008

Maria Ausiliatrice

Maria Ausiliatrice

Cari fratelli e sorelle,

che bello è oggi constatare che sia la festa della Madonna Ausiliatrice! Non vi dirò la storia e il significato di questa festa, a quello ci penserà il santo del giorno; io desidero solo soffermarmi su quanto è bello guardare a Maria come “aiuto dei cristiani”.

È da quando ho imparato a vedere Maria come madre che la vedo anche come “ausiliatrice”: del resto, quale madre non è anche un’ausiliatrice? Confidare in Maria Ausiliatrice vuol dire vedere in Maria una perfetta mamma, che non abbandona mai i piccini, che li accarezza e li ama, che li aiuta nei momenti di difficoltà. Tuttavia, rispetto alle altre mamme, Maria è anche regina: nell’immagine della “Madonna Ausiliatrice” appare visibilmente con la corona in testa. Perché è regina? Perché regna insieme a suo figlio Gesù, che è il re assoluto e potente di tutto il creato.

Quindi in Maria possiamo vedere non solo una figura pietosa, che si preoccupa dei bisogni dei suoi figli e che interviene nei momenti di sofferenza, ma anche una persona che ha una potenza tale da poter risolvere qualsiasi situazione. Ciò, effettivamente, non è una novità: se ci riflettiamo, quel che ho detto non fa altro che riassumere Dio, in tutta la sua onnipotenza e in tutto il suo amore misericordioso e pietoso di Padre. Se Dio è così, la creatura più conforme a Dio, cioè Maria, è così pure; è per questo che Dio l’ha voluta come mediatrice di ogni grazia e ce l’ha donata come madre.

Voi mi direte: “Gaetano (Tony), ma perché tu non fai altro che parlare di Maria madre?”. Cari amici e amiche, perché la gioia che riempie lo sperimentare Maria come madre è qualcosa di bello, bellissimo, che auguro a tutti, davvero. Molti, anzi moltissimi chiamano Maria “mamma”, ma non hanno ancora sperimentato a pieno il vero significato di questa parola; anch’io a lungo sono stato così. È una grande grazia da chiedere a Gesù, questa, e ammetto che io debbo crescere davvero tanto in confidenza, fiducia, virtù e soprattutto in amore misericordioso: devo percorrere ancora moltissimi gradini.

La scala è lunga e spesso è difficile; ma se uno sale con la faccia a terra vede solo i gradini e si fa prendere dalla sfiducia. Questo mi accade quando inizio a straparlare e a sfiduciarmi, e perdo ogni fiducia in me o in Dio. Invece il trucco è di non guardare i gradini, ma la cima della scala: lassù vedremo Maria, che come un ascensore ci porta a Gesù. Se guardiamo giù, più scalini saliamo e più ne vediamo; se guardiamo su, vediamo solo Maria e la vediamo avvicinarsi sempre più. Conseguentemente, ogni gradino che saliamo ci dà gioia, perché ci fa vedere l’obiettivo sempre più vicino, al contrario dell’altro metodo, in cui l’obiettivo non lo vediamo mai e quindi ogni gradino ci è di peso.

Ad ogni modo, Maria è in vetta alla scala, ma non pensiate che noi saliamo la scala da soli: no, assolutamente. Ci sono tanti che ci aiutano: innanzitutto i nostri bravi angeli custodi, che ci sorreggono e ci difendono da chi cerca di farci inciampare; poi i santi, che con le loro preghiere è come se ci lanciassero delle funi per arrampicarci; e poi Maria stessa e Gesù, che ci danno le grazie per alzarci sempre e per salire i gradini con passo celere.

Cari fratelli e sorelle, in questo giorno benedetto in cui la Chiesa ci ricorda, per l’ennesima volta, che abbiamo una mamma in cielo, facciamo il buon proposito di chiedere a Gesù, che è stato il figlio perfetto, la grazia di conoscere il significato di avere una mamma come Maria. Sentiamoci davvero fortunati, di una grazia davvero immeritata; guardiamo negli occhi nostra madre, felici e desiderosi di trovare ristoro tra le sue braccia alla fine della scalinata.

Che Dio vi benedica…

e la mamma vi accompagni…

Gaetano

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