8 novembre 2016
Pax vobiscum: riflessioni sulla pace
La pace! Tutti la cercano, tutti la vogliono, ma pochi la portano nel cuore.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di DIO”, insegna il maestro Gesù. Ma chi è l’operatore di pace? Vale la pena fare da intermediario tra due persone per mettere la pace? È giusto acconsentire sempre per “amor di pace”?
Noi non dobbiamo cercare la pace, dobbiamo esserlo.
La pace non è qualcosa da raggiungere: si È pace! La pace è come l’amore, o l’amicizia: non si cerca, si è; non devi farla con qualcuno, lo devi essere con te stesso.
Sii pace con te stesso e sarai in sintonia col mondo, sarai operatore di pace: non sentirai il bisogno di mettere zizzania, di dire menzogne, non sentirai invidia né gelosia, perché nel tuo cuore regna la pace.
Ci saranno anche contrasti col prossimo, è ovvio, perché la pace richiede assertività: se vuoi la pace devi saper dire “sì” e saper dire “no”, devi essere consapevole di cosa vuoi essere ed esserlo, consapevole che ogni scelta ti avvicina o ti allontana di più da quella figura.
Più sarai vicino a quell’immagine, più sarai vicino al piano di perfezione Divina, più ci sarà pace.
Non conta chi sarà d’accordo con te: se non hanno la pace nel loro cuore, è un problema loro, l’importante è che la pace regni nel tuo cuore. Se tu sarai pace, emanerai pace, opererai pace, e trasformerai tutto in pace.
Non devi divenire, devi essere.
Non devi cercare, devi essere.
Non devi volere, devi essere.
Tu non sarai: tu sei quello che vuoi essere.
Ogni giorno, scelta dopo scelta, pensiero dopo pensiero, azione dopo azione.
E in tutto questo la pace ti accompagnerà, e con la pace nel cuore potrai dire, in ogni situazione, GRAZIE PADRE; solo allora sarai chiamato, come dice Gesù, “Figlio di DIO”.
Scegliamo chi vogliamo essere e agiamo consapevoli che ogni scelta deve portarci a diventarlo. La nostra pace consiste in questo, ed è questo “ritorno” all’innocenza, al piano Divino di perfezione, quella purezza necessaria per vedere DIO (parole di Gesù).
Dovremmo smetterla, quindi, di cercare, di volere, di desiderare, e iniziare a essere; non è difficile, basta prendere la giusta decisione e applicarla, così come hanno fatto i santi e tutte le persone che hanno deciso di essere.
Smettiamola di dire “io voglio”, “io dovrei”, “io diventerò”, e iniziamo a dire “IO SONO”, così come il nome di DIO; trasformiamoci in ciò che vogliamo essere, non parliamo al futuro, è qualcosa che verrà… domani, parliamo al presente, perché la trasformazione sia immediata, istantanea, e non qualcosa che verrà… domani, come una dieta che non si inizia mai.
Da oggi non accontentatevi di “divenire”: “siate”.
VIVA LA PACE!
VIVA DIO!
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