2 aprile 2008

Pregare con fede

Pregare con fede

Preghiamo, preghiamo sempre e incessantemente. Con piccole e grandi preghiere, preghiamo. Le nostre preghiere devono essere l’incenso che sale fino al cielo, a lode e gloria del nostro Signore. Preghiamo con fede: il nostro Signore è onnipotente, e questo significa che può tutto; ma quando si dice tutto s’intende proprio tutto. Gesù nei Vangeli ci pone l’esempio dello spostare la montagna. Pensate che sia solo figurativo? Che l’onnipotenza di DIO realmente non lo possa fare?

Sempre nei Vangeli vediamo che tutto ciò che viene chiesto a Gesù, lui lo realizza, e l’unico suo metro di misura è la fede. Spessissimo si legge infatti “va’, la tua fede ti ha salvata”, oppure “sia fatto secondo la tua fede”: insomma, in parole povere, è la fede che muove tutto. Possiamo fare preghiere che durano ore e ore, ma senza fede saranno solo parole al vento. Possiamo metterci semplicemente davanti a Gesù senza proferire parola, come fecero i quattro che calarono il paralitico dal tetto, ma avere un cuore stracolmo di fede, e avere subito la risposta di DIO.

Gesù ci insegna che la risposta alla preghiera viene immediatamente, non sempre con la grazia chiesta. A volte Dio “allunga” i tempi per vari motivi: primo, perché forse la preghiera che facciamo non è la cosa giusta, e col tempo lo capiamo anche noi (e magari DIO ci dà un’altra grazia più utile al momento); secondo, perché magari una determinata grazia, data dopo, sortisce ancora più cose buone di prima; terzo, perché pregare tanto esercita la fede, la pazienza e l’umiltà, tre doti molto care a DIO.

Ma, come dicevo prima, la risposta di DIO è immediata. Chi non si è sentito la pace nel cuore anche solo dopo un attimo di vera e sincera preghiera con fede? Quello è il segnale che DIO ci dà perché ha “ricevuto” la nostra preghiera: è come se ci dicesse “messaggio ricevuto, non preoccuparti, da questo momento ci penso io”. Ecco, da questo momento dobbiamo davvero fidarci, perché ci pensa lui; quindi sono severamente vietati gli atti di sfiducia e di demoralizzazione. Se DIO ha detto “ci penso io”, ci pensa lui. “Nulla è impossibile a DIO”, ricorda l’angelo a Maria, e questo deve essere necessariamente il nostro motto, la nostra convinzione durante la richiesta. In pratica dobbiamo chiedere con la consapevolezza di aver già ricevuto la grazia, perché così sarà.

Certo, ci saranno grazie che Dio non vuole perché realmente non ci fanno bene, e ci saranno grazie che DIO “baratterà” con grazie realmente migliori (mi viene da pensare a quante volte, davanti a una guarigione, Gesù risponde “semplicemente” con “ti sono perdonati i tuoi peccati”, magari “deludendo” i suoi ascoltatori, ma con grazie che, al senno di poi, sono infinitamente migliori di una semplice guarigione fisica). Magari col tempo, “conoscendo” DIO così come si conosce un amico o un compagno di scuola, se ne conoscono le opinioni, la “mentalità”, e man mano si impara a chiedere solo cose che si è sicuri che lui vuole.

Cos’è che lui vuole concedere più di quanto noi non lo vogliamo? Conversione dei peccatori, grazie di guarigione spirituale, accrescimento di fede e figliolanza con lui e Maria, guarire da cattive abitudini, dalla negligenza e dai vizi. State pur certi che una richiesta di questo tipo viene SEMPRE esaudita da DIO; ma ci vuole sacrificio, perseveranza, insomma ci vuole tanta volontà e ovviamente la FEDE.

Se ci riflettiamo bene, siamo tutti figli dello stesso Padre, quindi tutti possiamo fare i “Miracoli” dei Santi (infatti Gesù nei suoi discorsi non limita la potenza della preghiera a nessuno). Cosa ci differenzia dai “Santi”? La FEDE e la PUREZZA del cuore. La seconda, secondo me, è un derivato della prima, perché si può chiedere a DIO di formare un cuore puro; e solo con tanta fede in DIO si può essere “puri” come un bambino di fronte a lui.

Dobbiamo essere umili davanti a DIO. Se chiediamo una guarigione, dobbiamo pensare: “ma io sono guarito dai miei mali (spirituali e di peccato)?”. E poi non dobbiamo pensare che DIO ci DEVE la grazia perché siamo noi a chiederla. Insomma, dobbiamo venire davanti a lui con umiltà. Non c’è cosa che DIO “odia” di più dell’orgoglio: nessuna anima orgogliosa otterrà mai nulla da DIO. Volete una prova? Leggetevi il Magnificat. Dio, invece, è profondamente innamorato dei cuori umili e docili, come tutte le poverette che venivano a chiedere le grazie a Gesù, come tutti quelli che, pur di ascoltarlo, non pensarono neanche a come dovessero cibarsi; e Gesù, fedele alle promesse (pensate al “cercate prima il regno dei cieli, e il resto vi verrà dato in sovrappiù”), moltiplica loro i pani e li fa saziare in abbondanza.

Il Vangelo non riporta nessun miracolo fatto ai farisei, che si rivolgevano a lui con orgoglio; ma non si contano i miracoli che lui ha fatto ai poveri del popolo, che a lui si rivolgevano con cuore umile, consapevoli della loro condizione. Come il ladrone sulla croce, che lo chiama apertamente DIO. Non abbiamo paura di chiedere, pregare, perseverare: Gesù stesso lo ripete sempre nel Vangelo. Vuol dire che è importante… Facciamolo con fede e tutto ci verrà concesso.

(Ispirato dal libretto “Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete” di Andrea Gasparino)

Sia lodato Gesù Cristo.

Preghiere Riflessioni