28 luglio 2010

Pregare? Parlare e… anche litigare con Dio

Pregare? Parlare e… anche litigare con Dio

Un bimbo di 10 anni di nome Oscar era in un ospedale per malati terminali. Una signora vestita di rosa era lì per rallegrare tutti quei bimbi malati con la sua dolce presenza.

Un giorno disse ad Oscar: “Perché non parli con Dio?”. E lui rispose: “Non esiste Dio, perciò non ci parlo. Credetti a Babbo Natale e i compagni di scuola mi derisero, e allora io non credo più a niente che non esiste”.

“Ma con Dio è un’altra cosa”, disse la signora rosa. “Prova a scrivergli delle lettere, se non sai che dire.”

E il bimbo cominciò con una così:

Caro Dio, mi chiamo Oscar e, per via della mia malattia, mi chiamano testa d’uovo perché mi sono caduti tutti i capelli. Io non ti ho mai pensato, né scritto, perché non penso alle cose che non esistono. Questa è la prima volta e vorrei dirti che ho bruciato il giardino e ho dato fuoco alla coda del cane. Sono in ospedale da tanto perché ho il cancro, ma nessuno mi dice che devo morire. Il dottore, da alcuni giorni, viene sempre triste, ma io non capisco se ce l’ha con me: io faccio le punture e prendo le medicine, mi comporto bene, ma lui non è allegro. Vorrei che mi dicesse la verità. E tu, Dio, risponderai a questa mia domanda?

Il giorno dopo Oscar sentì, da porte chiuse, una conversazione tra il dottore e i genitori che piangevano: il dottore diceva che Oscar sarebbe vissuto per altri 10 giorni.

Oscar si rimise a scrivere e scrisse:

Grazie Dio, ora so che ci sei e mi hai ascoltato; hai anche risposto alla mia domanda. Ma, dato che devo morire, vorrei chiederti un’ultima cosa: vorrei innamorarmi.

Conobbe una bimba malata anch’essa, e se ne innamorò, e continuò a scrivere lettere a Dio. Dopo 11 giorni Oscar morì, e l’ultima lettera, scritta dalla signora rosa, dice così:

Caro Dio, oggi si è addormentato serenamente Oscar e ha lasciato un bigliettino sul comodino. Credo sia per Te.

Nel bigliettino c’era scritto: SOLO DIO HA IL DIRITTO DI SVEGLIARMI!

Con questa piccola e immensa frase, un bimbo di 10 anni, che non credeva in Dio, digiuno persino delle Sue leggi e preghiere, lasciò scritta una frase che ci ricorda l’Apocalisse:

tutti noi un giorno risorgeremo, svegliati da Dio per la vita eterna. Dio ci risuscita l’ultimo giorno; e Oscar l’aveva capito senza che nessuno glielo dicesse, solo perché in quei giorni aveva avuto uno stretto dialogo con Dio attraverso i lamenti e gli sfoghi di un bimbo.

In realtà ciò che chiede il Signore è di far parte del nostro vivere giornaliero: parlare, ridere, piangere, sfogarsi con Dio, come parlare a un intimo amico (il più puro degli amici). Dirgli le nostre paure, ringraziarlo delle nostre gioie e delle cose riuscite. Rammaricarci per le cose brutte… chiedere il perché della guerra, del male, dei soprusi… raccontare, insomma, la nostra giornata. Padre Damian dice: parla con Dio, sfogati, piangi, arrabbiati pure con Lui, litiga con Lui. Digli: “Signore, perché oggi mi è capitato questo? Perché sono disperato e non so come comportarmi in tale situazione?”.

Insomma, la preghiera per eccellenza lo dice da una vita, ma noi non ce ne siamo mai accorti. Quando i discepoli dissero a Gesù: “Insegnaci a pregare”, Lui disse: “Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome…”. Fece capire, con la prima parte del Padre Nostro, che nella nostra giornata bisogna lodare e ringraziare Dio: fateci caso, la prima parte è di lode a Dio. Nella seconda parte ci sono le cose materiali, cioè la nostra vita quotidiana: “Dacci oggi il pane… rimetti a noi i debiti, come noi li perdoniamo ai nostri debitori”.

Parlare con Dio! Renderlo parte del nostro quotidiano! E Lui sarà lì, pronto a soccorrerci e ad asciugare ogni lacrima.

Un sacerdote disse: “Le preghiere sono un’aggiunta… quando non si ha niente da dire”. In realtà la vera preghiera è lodare Iddio e ringraziarlo nel nostro oggi, ogni giorno, come si faceva nell’antichità e come si fa nei vespri del mattino e della sera. Rendere Dio partecipe della giornata e parlare con Lui delle nostre cose, buone e cattive.

Se facciamo entrare Dio nel nostro quotidiano, Egli sarà davvero con noi, ed ogni azione sarà fatta per Lui e con Lui, e Lui ci guiderà. Se non lo scacciamo, Egli ci terrà la mano tutto il giorno.

Preghiere