2 aprile 2009
Preghiera di chi ha sempre ragione (con risposta allegata)
Prima di leggere questa lettera e giudicarla, pensiamo: quante volte abbiamo pregato Dio allo stesso modo? O abbiamo dato lo stesso senso alle nostre parole? E se, forse, ora non lo facciamo più, quanti al mondo credono di pregare dicendo così?
Gesù… oggi ti prego di donare la ragione, non a me. Tu lo sai quanto ho fatto per il mio prossimo; è il prossimo che non fa mai nulla per me, tanta vita e sofferenza per avere nulla in cambio… Gesù, non è giusto. La cosa che mi consola è che tutto torna… e un giorno avranno indietro quello che oggi fanno a me. Gesù, tu lo sai, io sono stato sempre corretto con te… tu lo sai, Dio, io sono cristiano, non come dice il mondo, che dice di amare te e poi frega il prossimo; io faccio quello che dicevi tu, non quello che dicono gli uomini. Per esempio, non hai mai detto che i preti non debbano sposarsi… io lo trovo contro natura, è motivo di pedofilie e porcherie… ma tu, Gesù, tu non lo hai detto. Certo, tu sei rimasto celibe, ma tu sei Dio, è normale… ma loro? Sono solo uomini, si sa, gli uomini sono portati a peccare. Mi chiedo perché confessarmi da un sacerdote: io non mi confido con un uomo; tu sei Dio, quando voglio ti prego e quando sbaglio ti chiedo scusa, la cosa finisce qui, che ci azzecca l’uomo? Può forse darmi più di te? E poi la messa… ai tempi di oggi si deve lavorare per produrre e tu ci dici di star fermi? E la chiesa antiquata… non sa stare al passo dei tempi… Insomma, Gesù, ne direi tante e tante, ma tu lo sai… io credo in te, come tu eri, e non come lo dicono gli altri… Meno male. Chi si crede santone pecca e delude; io non sono santone, ma almeno non deludo, e seguo i tuoi comandamenti, sono onesto e mi sono costruito tutto da solo… E perciò, Gesù, ora che finisco la mia preghiera, dicendoti: Signore, illumina la mente di queste persone… e ricordati di me… che ti sono fedele… (la preghiera sarebbe molto più lunga, però diciamo che in linee generali è così)…
E adesso proviamo a immaginare cosa potrebbe rispondere Dio. Prima di leggere il seguito, pensateci un attimo su.
Gesù risponde:
Caro Figlio, io mando continuamente illuminazioni a te e ad altri, ma sta sempre a voi aprirmi la porta e ascoltarmi, e questo lo si può fare solo con la preghiera, la continua preghiera, fatta di silenzio e meditazione alla mia presenza. Io ti ho ascoltato in tutto il tuo dialogo, ma tu non mi hai dato neanche il tempo di risponderti: hai già finito, hai parlato solo tu. La preghiera è dialogo, non monologo. Mi parli della tua sofferenza e non mi hai detto nemmeno grazie per la mia sofferenza, quella che ti darà la vita eterna, quella che ti permette di parlarmi… o di criticarmi. E cosa ricevo in cambio dagli uomini? Bestemmie, critiche, tutti vorrebbero insegnarmi il “mestiere”. E tu, come hai risposto a questa sofferenza? Ci hai pensato? Dici di essere sempre stato corretto con me ed essere cristiano non come il mondo, ma come io voglio; eppure, senza aver mai letto il vangelo, già lo critichi. Perché dici che, se i sacerdoti non si sposano, diventano pedofili? E tutti i miei santi? Tu parli di me, che sono Dio, e va bene… ma loro? Loro hanno conservato una purezza eccezionale. E la mia Santissima Madre? Tu cosa rispondi a questo? “Eh, vabbè, ma loro erano santi…”. Ma così offendi la mia sofferenza, perché io sono morto per chiamarvi tutti ad essere santi. Gli uomini sono portati a peccare? Sì, ma sono chiamati, con la grazia dei Sacramenti e la mia forza, a vincere il peccato. Satana non vi stia mai sul capo, ma sotto i piedi: con la mia forza potete riuscirci, anzi dovete, così come ci riuscivano i Santi. Ti chiedi perché confessarti da un sacerdote. Ti confidi con tutti e a tutti racconti i tuoi fatti, ti fidi di tutti, ma non di me, nemmeno quando t’invito a vedere non il sacerdote, ma me nel sacerdote. Non ho mai detto questo nel vangelo? Sì che l’ho detto. E ti dico: anche se ti “confessassi da solo”, chi ti darebbe la certezza del mio perdono, senza un “Ti assolvo”? E chi ti darebbe la via giusta da seguire? Se non ti confessi regolarmente, poco a poco perdi pure l’abitudine a chiedermi perdono dei tuoi peccati; infatti non lo fai mai, eppure ne hai molti. Il sacerdote non ti dà più di me: ti dà me, perché attraverso le sue mani passo io. Ti lamenti per la messa, ma cosa sono il lavoro e il lucro davanti a me? E il lavoro dei tempi di oggi, che tu poni davanti a me, non te l’ho forse dato io? Cos’è la messa, e la domenica per ringraziarmi? Non merito nemmeno questo? Nemmeno un giorno per ringraziare colui a cui devi tutto? Senza di me non avresti e non saresti niente… e poi ti lamenti pure per un giorno la settimana da dedicare a me? La chiesa non è antiquata, perché se i tempi mutano è perché gli uomini sono volubili; Dio non muta, e la sua parola, come le sue promesse, non mutano mai. Non muta il paradiso, ma non mutano nemmeno le mie dottrine e i miei precetti. C’è chi si chiama santone e delude? Ognuno badi alla propria coscienza, che a quella del tuo prossimo ci penso io. Pensa tu a non deludere, e non giudicare mai, a meno che tu non sappia leggere dentro i cuori e le circostanze con la mia stessa forza. Non puoi? Allora non giudicare, per non essere giudicato. E se tu riesci davvero a non deludere, non è per tuo merito, ma perché io ti aiuto; quindi non esaltarti e chiedi sempre sostegno e supporto in questa grazia. Concludo dicendoti che mi ricordo di te molto più di quanto tu non ti ricordi di me e degli altri. Ho mandato te a portare la mia luce, dal vangelo, dai Sacramenti, dalla preghiera profonda e meditativa, e poi a donare tu stesso la “ragione” agli altri… E anche se già te ne sei andato, prima ancora che io iniziassi a parlare, e sei tornato alla tua vita senza ricevere nulla da me… “va’ in pace, figlio mio”.
Ringrazio la mia cara “sorellina” per questo dono. Amica mia, ti fai sentire poco ultimamente… però, quando lo fai, mi arricchisci sempre, dandomi le risposte che cerco!