16 novembre 2014

Qual è il nostro talento?

Qual è il nostro talento?

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”». Dal Vangelo secondo Matteo (25, 14-15.19-21)

Leggendo questo passo del vangelo, la prima cosa che salta in mente è la quantità di ricchezza che il Signore dà (ricchezza propria del Signore): si parla di talenti, e l’unità di misura del talento corrisponde a monete d’oro il cui peso varia dai 26 ai 35 kg di oro!

Sì, avete letto bene: parliamo di kg e parliamo di oro. Nel momento in cui scrivo pagano l’oro a 20€ al grammo; immaginate il valore di un solo talento di 36 kg. Il Padrone di questa parabola arriva a darne anche 5 a una sola persona: 5 talenti al peso di 26 kg sono 130 kg di oro. Vedete che enorme ricchezza affida a una persona sola.

Questa voluta esagerazione da parte di Gesù ci porta a riflettere su come DIO sia generoso nel dare e su come DIO si fidi di noi. Spesso, quando riceviamo grandi grazie, diciamo “Signore, a me? E io chi sono? Io non sono proprio nessuno”; e invece il Signore dà generosamente, perché nelle sue ricchezze è sempre molto misericordioso.

Dopo aver compreso la quantità del dono, cerchiamo di comprendere la qualità: cosa sono questi talenti nella vita reale? Il talento, lo sappiamo bene, è qualcosa che una persona sa fare molto bene: per esempio c’è chi sa scrivere (sant’Agostino), c’è chi sa disegnare, c’è chi sa suonare e chi è un bravo oratore (sant’Antonio da Padova); il sottoscritto si reputa abbastanza capace nell’elettronica, per esempio.

Ci sono anche i talenti che vengono dati a tutti, come la Salvezza e il compito di dover evangelizzare, dire una parola buona, confortare, essere sempre quel buon Gesù itinerante. Noi spesso non ci riflettiamo, ma quando usciamo dalla chiesa Gesù cammina con noi; anzi, se abbiamo preso la santa Eucarestia, Gesù cammina DENTRO di noi, e che senso ha avere Gesù dentro se poi non esterniamo la sua luce a ogni contatto umano?

Io non dico di fermarci nelle strade e predicare (come faceva san Francesco d’Assisi), ma anche solo dire quella parola buona quando sentiamo un errore, una battuta, uno sconforto, ricordare alle persone che siamo chiamati a un bene maggiore, la Resurrezione, e che qui siamo solo di passaggio.

Molte persone fanno una grande opera di evangelizzazione su Facebook, condividendo una gran mole di link, e questa è una cosa bella; io stesso ho due pagine su Facebook, “L’amore di Gesù e Maria trionfa sempre” e “La nostra sorellina Agata”. Dobbiamo però accompagnare il tutto con le opere, anche nella vita di tutti i giorni: il Signore si predicava ma soprattutto operava, e non parlo solo di miracoli ma di gesti, di aiuti, di “camminate”.

L’evangelizzazione non tocca solo ai missionari o ai “santi”, ma anche a noi, perché anche noi siamo chiamati a essere santi; solo così potremo dire che abbiamo fatto fruttificare il nostro “talento”, diversamente lo avremo sotterrato, e il risultato di questa “paura” lo avete visto.

Non dobbiamo quindi peccare di omissione (forse il peccato più grave e diffuso), sotterrando il vangelo; non dobbiamo essere così presi dalla paura di fare peccati tanto da dimenticarci di operare il bene che il Signore ci chiede di fare, altrimenti tutto sarà vano: avremo sotterrato il nostro talento.

Il Signore un giorno ci chiamerà, potrà essere tra cento anni o tra cinque minuti: cosa diremo quando ci chiederà conto del nostro talento?

Sia Lodato Gesù Cristo.

Sant’Agata, prega per noi.

Vangelo e Fede Riflessioni