14 giugno 2012
Quando il mare è in tempesta si vede il buon capitano, ma anche la ciurma…
È un periodo difficile, non possiamo negarlo… accendiamo la TV e i programmi fanno a gara per chi deve dare la notizia peggiore o chi deve parlare degli avvenimenti più tristi… Sotto il profilo giudiziario sentiamo di assassini impuniti e vittime innocenti, poi sentiamo di terremoti e cataclismi, di crisi economica e mancanza di lavoro, di cure mediche assenti…
Una volta il cristiano trovava pace in chiesa, immerso nella preghiera, ma adesso ha sempre meno tempo, tra spese, lavori e centri commerciali; e poi anche la Chiesa sembra ultimamente inaffidabile, con preti pedofili, scandali economici, e una chiesa che non è dalla parte dei poveri perché non paga l’IMU: non ci si può più fidare…
State tranquilli, voi che leggete abitualmente questo blog: magari pensate che Gaetano sia impazzito, ma non è così. Ho semplicemente riassunto in breve quelli che sono i sentimenti iniziali di chi si guarda intorno… senza fede, senza speranza, senza amore…
Il mondo ha cacciato DIO e, diciamoci la verità, lo abbiamo fatto anche noi cristiani, o almeno noi che ci definiamo tali a patto di avere un DIO a nostra immagine e somiglianza, che ci assecondi nella nostra giustizia e si faccia i fatti suoi invece di guardare i nostri misfatti. Crediamo in un DIO che “conosce” i nostri peccati e li ha già giustificati, perdonati, autorizzati; che conosce sempre la nostra buona fede e che sa sempre quanto sono cattivi gli altri, che ci martirizzano a colpi di parole, opere, maldicenze e quant’altro…
Ascoltiamo le canzoni sataniche (più o meno consapevolmente), guardiamo spettacolini dubbi, discutiamo del gossip e osanniamo il vip del giorno, quello che “Dominus TV” ci propone di credere; ripetiamo a memoria il suo “Vangelo”, ricopiando le sue parole sui muri, nei diari e, non ultimo, su Facebook. Se egli, che è un conformista travestito da ribelle, ci impone di essere ribelli, siamo felici di farlo, bestemmiando, criticando, distruggendo chiunque ci passi davanti, salvo poi dire che siamo “liberi”, buoni (e non buonisti) ma soprattutto aperti a tutto…
Non diciamo ai nostri figli di fare il segno della croce quando si alzano, né quando vanno a scuola, e noi stessi non vogliamo sentir parlare di quel DIO tanto scomodo che, pur essendo tanto misericordioso e perdonando tutti, ma soprattutto in questi duemila anni ha ben capito (glielo abbiamo fatto capire con la croce) che deve farsi i fatti suoi e non deve osare più disturbarci…
Questo almeno finché non avviene il male, quel male che ci sconvolge, che ci stravolge, che turba tutte le nostre sicurezze, anche religiose; quel male che smentisce i nostri link su Facebook dove diciamo che DIO è il nostro tutto; quel male che ci fa guardare al cielo perché capiamo che sotto di esso, e non sopra, stiamo sempre.
E lì ci sono due modi diversi di comportarsi: quello di chi bestemmia DIO per chiedere “Dove sei? Che fai? Te la spassi alla faccia nostra?” (e ci sarebbe da rispondere: “Era dove lo hai lasciato tu, fuori dalla tua vita”); poi ci sono i cristiani che dicono “non è colpa di DIO, è la natura che si ribella, DIO è buono e misericordioso, non ci castiga mai”, e ripetono la loro frase come un disco rotto per paura di dire quel che pensano, perché loro bestemmierebbero DIO peggio dei primi se solo non dovessero mostrarsi buoni…
E invece no… DIO esige da noi sincerità, nei sentimenti e nelle preghiere. A che serve andare ogni giorno alla Santa Messa se ci si siede all’ultimo posto per squadrare ogni persona e giudicarla? Che serve conversare e inginocchiarsi davanti al Santissimo se poi ci si gira verso la donna divorziata e si dice “ma come? Lei?”? A che serve dire “Io credo in DIO anche nelle difficoltà” quando invece ci si rode e si bolle perché, secondo noi, “DIO ha sbagliato”?
“Dio non è un codice morale, ma una Persona con cui poter parlare personalmente e a cui poter dire persino, se necessario: ‘A volte non ti capisco!’” (Papa Giovanni Paolo II)
Non per niente DIO ci ha insegnato a chiamarlo Padre: il papà non è un essere astratto, un codice morale o un qualcosa che si usa per farci notare… forse per qualcuno sì, per chi condivide link su Facebook anche se non si parla con i suoi genitori da tempo, ma il papà è una persona con cui si parla, si chiarisce, ci si litiga ma ci si rispetta… tale è DIO.
Abbiamo l’abitudine di avvelenarci con ciò che ci offre Dominus TV e di dire “beh, che facciamo di male?”; ma il veleno è veleno, o lo sai o non lo sai, o lo prendi per male o non lo prendi per male: uccide. Abbiamo l’abitudine di rispondere tra i denti “Fatti gli affari tuoi” a DIO ogni qualvolta ci indica la strada giusta… ma soprattutto ricordiamo spessissimo la parabola del figliol prodigo (e facciamo bene), ma dimentichiamo quest’altro fatto di cronaca uscito sempre dalla bocca di Gesù:
In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quegli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime, e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”». (Luca 13, 1-9)
Non commettiamo l’errore di lasciare DIO fuori dalla nostra vita, dalla nostra quotidianità, dal bene e dal male: teniamolo sempre nella mente, nel cuore, nelle preghiere, nei dialoghi; ma soprattutto non reputiamoci migliori di altri. MAI.
Vi invito a leggere anche questo articolo: “La Quaresima 2012 e i segnali di DIO”.
Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Pax et Bonum.