24 aprile 2009

Racconto…

Racconto…

Una volta camminavo nelle strade della città in cerca di tesori; cercavo di scavare nell’asfalto e di guardare attraverso i palazzi, ma scavare l’asfalto è molto duro, guardare attraverso il cemento è difficile, se non impossibile. Non riuscivo a trovare nessun tesoro, e la mia vita era vuota.

Poi tu, DIO, mi portasti nel deserto. L’aridità e l’arsura mi fecero temere, l’incostanza del terreno mi avrebbe reso difficoltoso il cammino; ma mi accorsi che nella sabbia si scava molto meglio, e la vista è libera da edifici… che gioia, là potevo cercare il mio tesoro!

La gioia finì presto: il deserto è troppo grande, come faccio a trovare quello che cerco? Sono stanco, affamato, come devo fare? Tu mi dicesti, o DIO: “Non temere, finché vedi il sole segui il sole… segui la luce e non camminare nelle tenebre…”. Ho sudato, ho pianto, ho sofferto, ho gioito, ma il sole non è mai mancato. A volte il deserto è duro, a volte il caldo è forte, ma finché c’è la tua luce non temerò alcun male…

Ho sofferto poco? Ho sofferto tanto? Che importa: quando sarò nel sole non ricorderò più nulla. Ecco il mio tesoro: sapere di poterlo ancora afferrare, che la mia vita non è vuota. Ecco il mio tesoro, la luce… sei tu il mio tesoro, che mi permette di camminare; e se prima mi perdevo nel cercare la materia e le creature, adesso mi perdo nel contemplare il creatore, l’immenso, incomprensibile DIO, meta dei miei giorni.

Che m’importa di oggi? La vita non si ferma oggi. La gente si ammazza per l’oggi, che è il sesso, i soldi, il lavoro… e domani? Quando saremo da te? Chi nella tua luce ha camminato tutta la vita non temerà di incontrarti, anzi sarà felice di averti finalmente raggiunto; ma chi invece ti avrà scansato come la peste, cosa farà alla tua presenza?

Molti pensano che camminare nella tua luce sia non sbagliare mai; invece non è vero, si sbaglia, e anche molto spesso, solo che si ha la consapevolezza che senza la luce è buio, e quindi c’è solo paura e disperazione. Se si sbaglia, ci si rialza, ma non si può abbandonare la luce, non si può abbandonare te… mio DIO, senza la tua luce è il buio, e io non posso più stare nelle tenebre…

Il paradiso cos’è? Il paradiso? È il giardino dell’amore, è il cuore di DIO, è il tessuto della forza che fa nascere la vita, è lo Spirito Santo, è il Sangue del redentore… cos’è il paradiso? È la tua presenza, è la tua luce, è il tuo amore: davanti a questo, nulla di questo mondo m’interessa, e il continuo affannarsi della gente mi sembra visto in un estremo rallentatore… mio DIO, io cerco te, io voglio te, io confido in te…

Dal tuo figliol prodigo,

Gaetano

Riflessioni