16 febbraio 2020
Sant'Agata e i terremoti
Stavo cercando delle informazioni da postare in pagina quando mi imbatto nella celeberrima lista dei miracoli compiuti dall’intercessione di Sant’Agata a Catania. Con mia grande sorpresa ci trovo il terremoto del 1693.
Come sapete, il suddetto evento è stato tra i più disastrosi che Catania abbia mai conosciuto: ha contato molti morti ed è stata rasa al suolo un’intera città, così mi sono addentrato nella lettura per capire dove fosse il miracolo.
La forza di reagire
Con mio stupore lessi che i pochi superstiti del terremoto volevano abbandonare la città, un po’ per paura, un po’ perché avevano perso tutto. Fu l’allora tesoriere, rimasto in vita, che li convinse a restare e a rimboccarsi le maniche per ricostruire la città. Sapete come? Mostrò loro una reliquia di Sant’Agata.
La Catania che nacque dalle macerie del terremoto è quella barocca di cui oggi andiamo tutti fieri, ed è nata da questa forza persuasiva che ebbe Sant’Agata.
Sant’Agata con noi nei terremoti della vita
Pensavo che nella vita di ogni persona accadono spesso dei terremoti, a volte piccoli e a volte devastanti, terremoti che annientano e annichiliscono e che fanno venire voglia di lasciare tutto (penso per esempio alle devastanti scelte del suicidio), eppure Sant’Agata sta lì, ci convince a restare, a ricostruire, a non perdere la fede: quello che verrà sarà ancora più bello di prima!
Ricostruire non è semplice
Ma non c’è bisogno che lo dica io! Quanto ci sarà voluto a rifare la città? Non un giorno e sicuramente tanta fatica; posso anche immaginare che molti che iniziarono non videro mai il compimento dell’opera, ma eccola qua Catania.
E questo accade anche nelle nostre vite con l’aiuto di Sant’Agata, che poi è ovviamente l’aiuto di Dio.
Un’ultima cosa
Spesso degli eventi nefasti abbiamo i segnali. C’è una famosa leggenda legata al terremoto del 1693, ed è la leggenda di Don Arcaloro: una vecchia gridava per la città dicendo di aver sognato Sant’Agata che diceva che “Catania avrebbe ballato senza suono”, invitando tutti a scappare. Tutti la presero per folle, tranne appunto Don Arcaloro che si mise in salvo; gli altri subirono gli effetti nefasti del terremoto.
A volte neghiamo di guardare i segni e continuiamo la nostra vita, le nostre abitudini, la strada che stiamo percorrendo, mentre invece il cielo ci invita a vedere i segni e a comportarci di conseguenza.
Ciononostante non ci abbandona e ci aiuta a ricostruire dalle macerie, rendendo la nostra vita ancora più bella.
Quanto è meraviglioso tutto questo? Non poniamo limiti alla nostra mente, non poniamoli alla nostra fede, ma crediamo e vediamo cose meravigliose!