1 marzo 2009
Supplica…
Padre… Padre mio, Padre nostro… Accogli questa supplica e questa preghiera che ti offro per mezzo del nostro mediatore Gesù, tuo dilettissimo figlio, per la sua dolorosa passione, per le sue piaghe dalle quali sgorgò il suo preziosissimo Sangue, nel quale immergo queste parole. Ti offro questa supplica unendola alle lacrime della madre, tua piccola figlia, nostra regina, e m’immergo nel suo cuore immacolato; la unisco alle suppliche ardenti di tutti i miei fratelli e sorelle, ognuno con le sue speranze e le sue intenzioni, preoccupazioni, gioie e delusioni, e per questo la rendo pubblica, usando il mezzo per il quale tu vuoi che io ti serva: il web.
Signore, io credo in te, tu lo sai che io credo in te. Quante grazie e quanti ricordi, quanta strada abbiamo percorso! Ogni giorno e ogni istante della mia vita abbiamo scritto qualcosa di nuovo, che mi ha portato sino a qui, nelle gioie e nei dolori, nelle illusioni e nelle delusioni, nelle speranze e nelle aspettative. Ma ti prego, accresci la nostra fede, così piccola e fragile, così misera, così mobile come una bandiera al vento. Leggiamo gli scritti dei santi, li ammiriamo come astri splendenti in cielo, ma tu accresci la nostra fede, sollevaci con la tua potente mano e innalzaci a te, aiutaci a credere anche quando tutto sembra andare al contrario.
Tu conosci le nostre paure, quegli incubi che albergano nei nostri cuori, dai quali fuggiamo come pecore davanti al lupo; quei traumi interiori che distruggono le nostre forze, davanti ai quali ci facciamo portare e sbattere come foglie al vento. Ti prego, Padre, abbi pietà di noi, aiutaci a superare le nostre paure e aiutaci a non sperimentarle; sono le situazioni di debolezza estrema nelle quali viene fuori tutta la nostra umanità, dove gridiamo dolorosamente “Padre, allontana da me questo calice”.
Tu conosci, Padre, le ferite delle nostre anime, il male che abbiamo fatto, quello che ci è stato fatto. Aiutaci a perdonare e a non giudicare, elimina dalle nostre case e famiglie ogni spirito di discordia, perché tu sei il Re della pace, e dove c’è discordia certamente regna satana. Elimina ogni giudizio e pregiudizio, di cui tu solo sei padrone; elimina da noi ogni pensiero di allontanamento, fa’ che non abbiamo mai “rancore” per nessuno. Aiutaci ad affidarci solo a te, perché, come dice il Salmo, “ogni uomo è inganno”; ma se vediamo il tuo volto splendente dietro ogni cosa, allora vedremo la vita con gli occhi trasfigurati dell’amore e della misericordia.
Padre, questa preghiera è per tutti. Certo, io ti presento il mio cuore, appesantito da discordie e incomprensioni, da paure e incertezze, da un domani che è un grande punto interrogativo, e dalla paura grande di perdere tutto, anche quello che non ho, che non abbiamo.
In questa valle di lacrime, sospiri, gridi e lamenti, in questa valle di incertezze e di paure, dove tutti gridiamo verso di te, ognuno con una parola — chi di speranza, chi di ringraziamento, chi di implorazione, chi di bestemmia, chi di offesa, chi di esclamazione — aiutaci, accoglici, perdonaci i nostri peccati, vieni presto e tiraci fuori da qui. Noi siamo come pesci incastrati nella rete del pescatore: ci muoviamo in questo mondo, ma vorremmo tornare al limpido mare, che è il tuo amore, e credere in quel mare. Ecco perché ripeto ancora: Padre, accresci la nostra fede. Aiutaci a guardare la croce non come un bel monile, o come qualcosa di fastidioso, ma come simbolo di ogni uomo che muore crocifisso nella sua sorte, umanamente, ma che risorge, e risorge grazie a te, mio Dio. Aiutaci a contemplare, nelle parole di Pilato “Ecce Homo”, non solo un Gesù piagato, flagellato e deriso, ma, nella parola “Homo”, l’uomo come umanità. Cosa ci fa la lontananza da te? Ci deride, ci flagella, ci rende dei falsi re e ci crocifigge; questo ci fa satana, ma noi lo scegliamo. “Chi volete che liberi, Gesù o Barabba?”: noi ancora scegliamo di stare con Barabba. Ma perché? Perché anche io faccio così?
A cosa aneliamo noi? A incontrare Gesù come Maria. Non possiamo incontrarlo come Dio, perché in questa terra non ne siamo degni, perché pecchiamo; vorremmo incontrarlo come uomo, con la sua croce, uomo tra gli uomini, ma come Maria dobbiamo aver fede che quello è Dio, e fede senza impurità. Signore, accresci la nostra fede, noi non ne abbiamo niente.
Padre, tu sai cosa c’è nel mio cuore. Eccolo, te lo do, mi fido di te; ma tu accresci la mia fiducia. Ti amo!