16 aprile 2008

Totus tuus

Totus tuus

Cari Fratelli e Sorelle,

vorrei parlarvi oggi di una mamma, che non è una mamma qualsiasi ma “la Mamma”: il suo nome è Maria. Di lei è stato detto sicuramente tanto, tantissimo, da menti sicuramente superiori alla mia, da elevate santità alle quali non posso nemmeno lontanamente pensare di arrivare, uno su tutti il papa mariano per eccellenza, Giovanni Paolo II. Lo scopo mio non è infatti di istruirvi su Maria, né di svelarvi “cose che non sapete”, ma semplicemente di offrire la mia misera testimonianza riguardo a quel che questa madre premurosa è capace di fare per i suoi figli.

Gli scritti più belli al suo riguardo sono senza dubbio quelli montfortiani, che non finirei mai di leggere e rileggere, anche perché ho sempre la sensazione di non aver mai capito abbastanza, di non amare mai abbastanza questa madre dolce e buona. Quindi per chi non li avesse ancora letti, li consiglio vivamente, chiedendo prima però il dono dello Spirito Santo, per riuscire a comprendere almeno in parte l’enorme mistero nascosto tra le righe.

Personalmente amo la Madonna, e chiedo a Gesù il dono di riuscire a vederla coi suoi occhi. Se così sarà (cioè se Gesù mi accorderà la grazia), entrando in confidenza con Maria potrò sperare di vedere Gesù con gli occhi di Maria (almeno nei miei limiti di profonda miseria umana). E credo che la buona riuscita di ciò sia il segreto della santità di persone del calibro di Giovanni Paolo II. Naturalmente è un cammino di fede: non è che dall’oggi al domani si ha questa grandezza, è un cammino tortuoso, fatto di meditazione, contemplazione e tanta, tanta preghiera, ma è un cammino che tutti noi siamo chiamati a fare.

Infatti tutti noi DOBBIAMO amare Gesù per entrare nel suo regno (è l’unica cosa richiesta: amarlo sinceramente e VERAMENTE). Ma ditemi voi se c’è un amore più perfetto di quello della Madonna, madre di Gesù. Indicatemi voi, se esiste qualcuno che sulla terra lo abbia conosciuto meglio di lei, e che più di lei adesso ne abbia confidenza (beh, Padre escluso ovviamente): se vogliamo conoscere Gesù dobbiamo per forza maggiore andare da lei. Mi viene in mente quando si deve fare un regalo a qualcuno che non si conosce bene: che si fa? Si va da qualcuno che lo conosce meglio e si chiede riguardo ai suoi gusti. Ecco, lo stesso possiamo e dobbiamo fare con Maria.

Ma Maria è madre non solo di Gesù: infatti, per grazia sua, è madre anche nostra. Chiudete gli occhi, pensate alla mamma, pensate alle cose più perfette di questa figura: bene, Maria è infinitamente di più. Io una volta non le chiedevo tante grazie, ero convinto che fosse meglio chiederle al “diretto interessato”; poi mi sono fatto una figura tutta “materna”. Infatti, quando da bambino desideravo qualcosa dai miei genitori, pur sapendo che i soldi doveva tirarli fuori mio padre, andavo a chiederli alla mamma; lei poi faceva da “mediatrice”. È chiaro che, se la cosa non si poteva fare, non si faceva, e anche lei diceva di no; ma se si trattava di “convincere”, il compito veniva svolto sempre in maniera egregia.

Nei vangeli c’è un episodio illuminante che indica questo tipo di intercessione, contemplato nei misteri della luce: è lo sposalizio di Cana. Lì Maria fa da mediatrice, e la sua mediazione è tale che Gesù “anticipa” la sua ora, pur di non scontentarla. Ora, non fatevi mal interpretare dai veri “settari”, che vi dicono che lì Gesù tratta male sua madre: se così fosse, non sarebbe logico il “fate quello che vi dirà” di Maria. Come, tuo figlio ti rimprovera e tu fai orecchie da mercante? Ovviamente non è questa l’interpretazione corretta di questo passo. La frase “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”, che in latino è quid mihi et tibi est mulier nondum venit hora mea, è traducibile come “ma io e te, o donna, che cosa ci possiamo fare? La mia ora non è ancora venuta”, come a dire “non mi obbligare a compiere un miracolo, dato che sai che la mia ora non è ancora venuta”. Io immagino uno scambio di sguardi con Maria, alla fine del quale Gesù annuisce, e lei, esultante, poté dire “fate quello che vi dirà”. In fondo il segreto sta lì: Maria sapeva che Gesù voleva fare quel miracolo, lei è “la donna dell’iniziativa”, prende in mano la situazione, sa che Gesù aspetta che qualcuno glielo chieda, e siccome nessuno glielo chiede, lo fa lei. Come avranno fatto mille volte le vostre madri con vostro padre, come farete sicuramente mille volte voi, coi vostri mariti.

Ma Maria non è solo dispensatrice di grazie: Maria è, come tutte le mamme, educatrice. Infatti la sua felicità sta nel portare a “giusta via” il figlio, educarlo, insegnargli la strada che porta a DIO e, come ultimo fine, portarlo in Paradiso, per viverci assieme e lodare insieme il nostro Signore e DIO. Chi si affida a lei lentamente conoscerà Gesù come non lo aveva mai visto prima, ne scorgerà i più intimi segreti, imparerà a scoprirne “le opinioni”, la “mentalità”. Imparerà a conoscerlo come un amico, anzi come un parente. Montfort non esita a dire che Maria è la via più breve per la santità: c’è da credergli.

Vi invito tutti (me compreso) ad accoglierla in casa nostra (che poi è il nostro cuore, la nostra vita) come il discepolo Giovanni. Come persona viva, reale: desiderare che ella mangi con noi, conversi con noi, preghi con noi, dorma con noi, viva con noi. A “vederla” presente quando guidiamo, quando lavoriamo, quando ceniamo, quando leggiamo, quando siamo connessi a Skype a pregare; che realmente la vediamo presente in noi, nelle nostre vite, come un ospite che viva nella nostra casa, anzi come la madre nostra. Affidiamole una stanza nel nostro cuore, tutta sua, dove noi verremo sempre a trovarla. Lei non mancherà di “arredare” questo angolo a suo gusto, con la sua sensibilità; ci vedremo cambiati.

Frequente fermiamoci a farle visita, fermiamoci in conversazione con lei. Non pensiamo che la Madonna appaia solo a Medjugorje: certo, loro hanno una grazia specialissima, un dono del cielo, ma come loro amano dire, la Madonna è presente nella vita di ognuno di noi. Bisogna accoglierla, così come Giovanni, prepararle un angolino nella casa, e farla vivere con noi… non è difficile. Non dimentichiamo di chiederle consiglio: è nostra madre, sarà felice di accoglierci e di farsi accogliere!

LODATO SEMPRE SIA
IL SANTISSIMO NOME DI
GESÙ, GIUSEPPE e di MARIA

Maria