26 luglio 2012

Troppi fiori sulla strada, troppe vite che non ci sono più

Troppi fiori sulla strada, troppe vite che non ci sono più

Vivo in una città dove, camminando per strada, si possono ancora vedere nei muri le edicolette dedicate ai Santi e alla Madonna. In base alla fede (e al denaro) di chi vi abita vicino, si può notare che alcune sono ben curate, con rose e quadri nuovi, altre invece vuote o con immagini ormai relitti di guerra.

Sempre nella mia città, ormai ogni 100 metri si trova un mazzo di fiori, spesso con foto e doni: segno di una vita spezzata da un incidente stradale, spesso una giovane vita che non c’è più.

Ultimamente ho visto anche il mix tra le due cose, ovvero edicolette che prima erano dedicate ai Santi e alla Madonna, e che ora hanno le foto di qualche giovane andato via troppo presto

Il lutto non si discute: è un dolore troppo grande e troppo personale per poterne anche solo parlare. Ognuno lo vive a suo modo, e ha il suo modo per cercare il contatto con la persona defunta, anche se sappiamo che alcuni modi sono pericolosissimi ed espongono le persone al rischio di truffa, e non sono molto amati da DIO: mi riferisco allo spiritismo o ai medium e via dicendo…

Quello di cui sto parlando in questo articolo, invece, è un semplice atto di amore di madri, padri, fratelli o amici che tornano in quel luogo per “trovare” quella persona, quasi come se l’anima del defunto fosse rimasta lì, legata dallo stupore di una morte troppo precoce…

In quei casi ci si trova, anche solo mentalmente, a provare le stesse sensazioni di chi ha scritto il monologo “Se sapessi che…”, o ci si trova a meditare sulla fragilità di una vita umana (anche giovane) e sul suo destino dopo la morte, come ho fatto io in “Meditazione: sfogo di un’anima purgante”. Il lutto è sempre difficile e controverso da elaborare o da discutere.

Quello che mi preme notare è come, anche in questo caso, la speranza religiosa sia stata sostituita da un “fai da te”. Avevo già parlato delle pareti vuote lasciate dal crocifisso mancante, e avevo riflettuto su cosa gli uomini lo avrebbero sostituito; mi rifaccio la stessa domanda. Una volta si sarebbe cercato quel “contatto” con la persona defunta nella pace di una chiesa o nel silenzio del cimitero; adesso invece lo cerchiamo nel quotidiano di una strada o dell’ingresso di casa nostra, sostituendolo, tra l’altro, alla presenza di Gesù.

Ripeto che il lutto è un argomento troppo doloroso, profondo e irrazionale perché possa essere discusso razionalmente; però non posso che prendere atto di questa nuova tendenza, certamente figlia del periodo di mancanza di fede e di disillusione che stiamo vivendo…

Non voglio aggiungere altro; chissà che non ne possa nascere un bel dibattito tramite i vostri commenti…

Gaetano

Riflessioni