14 dicembre 2010

Un Natale sempre più triste

Un Natale sempre più triste

Carissimi Fratelli e Sorelle,

oggi volevo parlarvi del Natale. Direte voi: che novità, tutto parla del Natale, anzi è già da dopo Tutti i Santi… scusate, volevo dire Halloween, che si parla di Natale. Beh, sapete, una volta si mettevano rigorosamente le decorazioni l’8 dicembre (festa dell’Immacolata Concezione), e ricordo che da piccolo stavo in trepidante attesa. Ora le decorazioni si trovano già a novembre, nella folle corsa del marketing che ci obbliga a comprare sempre, a tutti i costi… Produciamo (a scapito del pianeta), consumiamo, distruggiamo. Ma non è questo il tema del mio post.

Il tema del mio post nasce da una meditazione fatta in seguito a una conversazione con mia moglie, che mi diceva “quest’anno sarà un Natale brutto, vedo tanta gente in giro”: si riferiva a molti conoscenti malati di tumore o di altre malattie terminali, per i quali mi permetto di ricordare a tutti che abbiamo creato un evento di preghiera, e per il quale v’invito a visitare la nostra fan page su Facebook. Tornando al discorso, si notava che il Natale, rispetto ai precedenti, era sempre peggiore: la gente senza soldi, l’armonia in famiglia quasi inesistente, un Natale vuoto nel suo fulcro principale.

Ora, a parte le discussioni che abbiamo fatto molte volte, per esempio la mancanza di dialogo nelle famiglie e la “schiavitù” dai media (che ci invitano a comprare), dobbiamo renderci conto che questo Natale così povero e vuoto lo abbiamo voluto noi, innanzitutto svuotando la festa del suo significato, cioè la Natività del Signore. E, Signori, c’è poco da fare: il Natale è la festa più cristiana che esista (insieme alla Pasqua), ma anche la più ateamente festeggiata. Quanti si ricordano che, al di là dell’albero di Natale e di Babbo Natale, nasce Gesù? Quanti hanno consultato il dizionario, scoprendo che “natività” indica una nascita di qualcuno? Lo insegniamo ai nostri figli, o li abbiamo ridotti solo al semplice “giorno dei regali”?

Me lo chiedo da genitore, mica da uno fuori causa: ho un bellissimo figlio di sei anni che aspetta il Natale per ricevere il suo dono, e la colpa la posso dare solo a me, e anche un po’ ai media. Recentemente sono stato “bacchettato” per aver usato, in un video di Silent Night, immagini del presepe e non immagini genericamente natalizie che non offendessero altre religioni… Ora mi chiedo: Silent Night non è Jingle Bells, Silent Night parla proprio del presepe; non si può ignorare il testo per mettere immagini di un albero di Natale. Silent Night è Silent Night! Eppure in questo abbiamo trasformato il Natale.

Ditemi: perché mai dovremmo essere tutti più buoni in un semplice giorno di mangiate, regali e consumismo? Perché mai dobbiamo riunire le famiglie e fare pace, se non abbiamo i soldi per i regali, per le feste e i festini? Perché mai, se non pensiamo più che dietro a tutto questo c’è la nascita del Salvatore? Il Natale dovrebbe ricordarci la MISERICORDIA che ha avuto DIO per noi, e il suo giudizio al riguardo (“nella misura in cui giudicate, io giudicherò voi”) dovrebbe spingerci a trovare Gesù; e invece ci spinge a cercare sempre doni, mangiate eccetera, così tutto perde senso. La disperata ricerca della felicità nei regali ci ha ridotti senza soldi, l’essere senza soldi ci ha ridotti infelici, il dover far finta di essere felici in una ricorrenza che richiede felicità quando non lo siamo ci porta a odiare questa ricorrenza; e siccome tutto è un circolo vizioso, i Natali saranno sempre peggiori. Sia per noi grandi, che vediamo appunto la sofferenza nelle famiglie e nelle malattie, ma anche per i bambini, che vivono un Natale sempre più vuoto: perché poi, comprato e scartato il regalo (ammesso che si arrivi al giorno di Natale per farlo…), ci si gioca mezza mattinata e poi lo si dimentica. Cosa ne è rimasto di quel giorno? Tanto simile ai regali di Halloween, di Pasqua, del compleanno, dell’onomastico e di tutte le ricorrenze?… Nulla…

Fatta questa riflessione, nell’invito che rivolgo per primo a me stesso di stravolgere l’ordine delle cose, di trovare la vera essenza del Natale e di trovare in essa lo spunto per vivere ciò che dovrebbe essere il Natale, auguro a tutti voi un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo! Soprattutto Santo e Sereno.

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