23 gennaio 2012

Vi è più gioia nel dare che nel ricevere

Vi è più gioia nel dare che nel ricevere

Vi è più gioia nel dare che nel ricevere(Atti 20,35)

Sarà capitato anche a voi di trovarvi nella spiacevole situazione di aver bisogno di una mano da parte di qualcuno: spesso è una mano spirituale, dovuta a una situazione infelice, o una mano economica, o una mano a spostare un mobile. Comunque, di essere o sentirsi in una situazione di “inferiorità”, in cui abbiamo avuto bisogno di qualcuno che compensasse le nostre forze.

È sicuramente capitato anche a voi di trovarvi in queste situazioni in cui si ha bisogno e “magicamente” (consentitemi il termine improprio) qualcuno si è presentato per aiutarvi: un amico, uno sconosciuto, un parrocchiano, un angelo sceso in terra, non ha importanza. La cosa veramente importante è che la mano ve l’ha data e, come accade nella maggior parte dei casi, è poi andato via, finita la sua missione, così come era venuto, lasciandovi nel cuore soltanto il ricordo di una persona molto importante.

Ma sono sicuro, e non potete negarlo, che vi sarà anche capitato di trovarvi nella situazione opposta, in cui siete stati voi ad aiutare qualcuno: magari per interesse, o forse perché vi sentivate buoni nel farlo, ma in parte semplicemente perché “vi sembrava giusto così”. Non lo avete fatto perché egli vi doveva qualcosa, anzi: probabilmente questo donare vi è costato un immane sacrificio, litigi in famiglia, o semplicemente un dormire inquieto la notte; probabilmente siete arrivati al punto di chiedervi “ma perché lo sto facendo?”.

Già, perché? Strano pensare che a volte dentro di noi vi sia una forza ingiustificata che ci spinge a farlo, un motore che non si può fermare e che va contro ogni logica, così come Maria Santissima che, appena saputa la sua gravidanza, è corsa subito a far visita alla cugina Elisabetta per aiutarla. In realtà questa forza è la consapevolezza (senza malizia) che “vi è più gioia nel dare che nel ricevere”: che quando si pensa al fratello senza riguardo di se stessi, il Signore pensa a noi, nella misura in cui noi pensiamo al fratello; se invece ci facciamo prendere dall’egoismo, sarà il Signore a difendere il fratello, abbandonandoci alla nostra chiusura.

Se è “dando che si riceve” (come diceva San Francesco), significa che, se non diamo e ci soffochiamo nel nostro egoismo, rimaniamo vuoti, non riceviamo nulla; se invece diamo, riceviamo e ci riempiamo! Questa è la più grande lezione che possiamo ricevere in preghiera: oltre le grazie, le benedizioni e i doni che il Signore ci porta, la grande lezione è sempre questa, “l’amore che vince tutto”, anche la logica umana.

Quindi possiamo dire: “Grazie, Gesù, per averci insegnato che la più grande forza dell’uomo sta nell’amore; grazie, Gesù, perché grazie a te abbiamo ricevuto tanto, e tu ci dai la possibilità di donare e di ricevere ancora, in un cerchio infinito di amore che parte da te e in te si conclude”. Grazie.

Riflessioni