14 febbraio 2009
Vorrei consolarti, madre…
Cara madre,
osservo meglio i tuoi santini e le tue immagini, e anche nelle immagini in cui tu sei felice posso scorgere in te una lacrima: è la lacrima di chi vede qualcuno che ama andare per le vie sbagliate, e non poter far nulla. La tua lacrima è la lacrima di chi vede suo figlio soffrire e patire sotto il peso dei peccati, per noi che lo bestemmiamo e continuiamo a piagarlo; e lui, lui come te continua ad amarci…
Madre angosciata dalle nostre frustrazioni, scorgi in noi la selva dura dei nostri cuori; tu vorresti estirparla, ma noi non te lo permettiamo, e scorbutici ti togliamo la mano, offendendoti. Afflittissima madre, se DIO non ti sostenesse, il dolore dei nostri peccati ti farebbe morire; e noi? Neghiamo persino la tua presenza, ti offendiamo; ma quello che più ti addolora è veder offeso e vilipeso il tuo Gesù. Sei come la madre che vede i figli darsi tante coltellate e non la lasciano agire. Madre, come vorrei dirti: non piangere più, lasciati asciugare le lacrime. Ma con che coraggio? Io te le provoco pure, io…
Dolorosa madre, non sono degno di chiamarti così, perché non faccio assolutamente nulla per esserti figlio; eppure tu mi ami. Dolorosa madre, desidero asciugare le tue lacrime e dirti che ti sarò fedele; tu consentimelo, non con l’ipocrisia di chi dice ma non fa, ma con il dono della purezza spirituale che è stata caratteristica della tua vita. Madre, afflittissima madre, permettimi di tenerti compagnia: io sono indegno e impuro, ma ti amo, voglio tenerti compagnia, consentimelo.
Mia dolce madre, chi si ricorda del tuo Gesù piagato e crocifisso? La croce è stata cacciata via dalle nostre vite, spezzandole le braccia o girandola al contrario; abbiamo ridato a DIO la corona di spine. Tu ci ricordi la parola di Pilato, “Ecce Homo”, ecco l’uomo: Pilato indicava Gesù flagellato e coronato di spine, tu ci indichi l’umanità ridotta in questo stato, senza DIO. E come piangesti per lui, piangi anche per noi, madre afflittissima, in dolce attesa e in ardente preghiera, continuamente con gli occhi gonfi, davanti alle nostre insensibilità. Non riusciamo più a commuoverci davanti a DIO che muore, e ci macchiamo dei peccati più orrendi, mascherandoli di buonismo. Che ribrezzo essere “sepolcri imbiancati” davanti a DIO!
Ma tu, madre, non ti stanchi mai di invitarci al bene; in tutti i modi, in tutte le “salse”, predichi amore. Madre mia, voglio essere tutto tuo, per sempre: rendimi degno di corrispondere alla tua chiamata, perché il tuo pianto per me è motivo di afflizione. Come posso far soffrire una madre come te? Oh Maria, stringimi al tuo petto, il tuo calore sia per me motivo di conforto, il tuo respiro sia per me il sentimento di pace e calma a cui la mia anima anela. Stringimi al petto e rendimi tuo; non voglio nient’altro che nutrirmi di DIO, non dal mondo, ma dal tuo seno puro e vergine, che mi offre DIO così com’è.
Allattami, nutrimi, confortami con le proteine che si chiamano preghiera, sacramenti, parola di DIO; il tuo latte è purissimo, voglio nutrirmene e non saziarmi mai. Stringimi a te, culla ogni mio vagito e cantami una ninna nanna, che possa io riposare con te, in DIO. Madre, dolce madre afflitta, voglio baciare il tuo cuore e darti il mio imperfetto amore, per strapparti un sorriso e vedere una lacrima, stavolta di gioia. Stringimi a te, coccolami, carezzami; e quando voglio fare tutto da solo, sostienimi, sorreggimi; quando cado, confortami. Sì, madre, io non voglio schifarti come fa il mondo, voglio accettarti con me, anzi io desidero che tu stia per sempre con me.
Come posso io stare senza la mamma? Come potrei camminare nel bosco senza la tua mano? Come potrei, senza di te, essere sicuro che la direzione che prendo è quella giusta? Mia dolcissima madre, pensaci tu. E adesso, confortato dalle tue parole e convinto che la cosa migliore è essere il servo del Signore e compiere la tua parola, adesso so che ogni tua parola è preghiera: nel vangelo è così, poche le tue parole, tutte di preghiera, o di intercessione, o di lode. Così, madre, lasciami sistemare meglio, stringermi al tuo seno e riposare in pace, nel tuo amore, sapendo che tu mi porterai a DIO…
Grazie mamma… ti amo…